iWatch, un nuovo quotidiano investigativo contro la crisi del giornalismo
Da tempo i grandi giornali lamentano di aver perso autorevolezza, sia in termini di copie vendute che di prestigio professionale; qualità del lavoro redazionale, cura delle inchieste e approfondimento delle notizie sono una delle ricette con cui le testate tradizionali e i nuovi protagonisti dell’informazione online sperano di riuscire a rendere nuovamente appetibile, e redditizio, il lavoro giornalistico.
Negli ultimi tempi sono nate online molte start up la cui filosofia va proprio in questa direzione; fra pochi giorni, il dodici aprile, toccherà ad iWatch News, un’iniziativa promossa dal Center for Public Integrity (Cpi) di Washington, un’organizzazione no-profit che, dal 1989, è fra i paladini del giornalistmo investigativo. iWatch (abbreviazione di Integrity Watch) News sarà un quotidiano online in cui verranno pubblicati ogni giorno almeno una decina di indagini originali – opera di un corposo staff di 37 redattori e reporter assunti, coadiuvati da un centinaio di freelance – che verteranno su corruzione, responsabilità delle imprese, frodi, soperchierie e inganni dei politici.
Alcune delle inchieste verranno realizzate in collaborazione con altre due rinomate organizzazioni, l’Investigative News Network and l’International Consortium of Investigative Journalists e verranno riprese – come accade già oggi per molto del materiale prodotto dal Centro – da altre testate, come il New York Times, Abc e l’Huffington Post.
Attraverso iWatch News, il Centro spera di trovare un nuovo canale di finanziamento per le sue attività , finora sostenute in gran parte della filantropia; le donazioni hanno coperto fino ad oggi l’87 % dei costi del Centro e nel solo 2010, sono entrati nelle casse del Cpi in questo modo 5,6 milioni di dollari, un paio dei quali, provenienti dalla Knight Foundation, sono stati utilizzati proprio per il lancio del nuovo quotidiano online.
La torta della filantropia, tuttavia, è sempre più ambita e presa di assalto da numerose organizzazioni concorrenti, e per moltiplicare gli utili John Solomon, ex inchiestista dell’Associated Press e del Washington Post, oggi responsabile del progetto iWatch, ha pensato a un modello di business variegato, che mescoli ricavi pubblicitari e abbonamenti.
I visitatori del sito web potranno leggere le news gratuitamente, a patto però di sorbirsi i banner degli inserzionisti, oppure potranno pagare cinquanta dollari di canone annuale per ricevere le inchieste del Cpi sul tablet o sullo smartphone senza essere disturbati da promozioni commerciali.
Non ci sarà bisogno di scaricare e installare applicazioni ad hoc; tutti i contenuti verranno infatti proposti attraverso il nuovo linguaggio di programmazione Html 5 che consente di ottenere un’esperienza di navigazione ottimale su qualsiasi piattaforma, che si tratti di un tablet, di un Pc o dello schermo di un telefonino
FEDERICO GUERRINI da La Stampa
