ROMA – La donazione del cordone ombelicale ‘multietnica’ da donne di diversa origine, “è una ricchezza perchè consente di raccogliere campioni eterogenei di sangue cordonale che ampliano la possibilità di cura a un numero sempre più grande di persone”.
Lo ha spiegato la professoressa Gina Zini direttore della banca del cordone Unicatt nata al Policlinico Gemelli di Roma nel 2003 in collaborazione con la fondazione Casse di Risparmio Roma, durante l’incontro in corso nella capitale tenuto in occasione della certificazione Iso 9001: 2008 della struttura. “La realtà di fatto multietnica della popolazione laziale propone una sfida ambiziosa -ha affermato Zini- dato che all’aumento delle unità raccolte farà riscontro la loro preziosa eterogeneità specchio della crescente complessità della popolazione. Questo consentirà opportunità potenziali di cura maggiori”. E per far decollare la donazione del cordone nella regione è allo studio tra l’altro, un progetto di una task force di medici del Gemelli che d’intesa con le istituzioni cattoliche svolgerà un’azione di informazione e formazione per le coppie che frequentano corsi di preparazione al matrimonio nelle parrocchie romane.