Oltre al controllo delle fonti di approvigionamento energetico, con l’arresto di Khodorkovsky e con una sua nuova eventuale condanna Putin otterrebbe anche l’eliminazione di un temibile rivale politico, che nel tempo si è fatto conoscere per i suoi sforzi filantropici, s tutti l’istituzione di centri di formazione su internet e sulle nuove tecnologie per gli insegnanti, e un forum di discussione sulle riforme e sulla democrazia.
Khodorkovsky, riferendosi alla forma di governo esercitata da Putin, parla di "democrazia gestita". In una intervista al Times, la spiega così:
« E’ il modello Singapore, un termine che di questi tempi la gente in Russia comprende bene. Significa che teoricamente hai una stampa libera, ma in pratica c’è solo auto-censura. Teoricamente ci sono i tribunali; in pratica i tribunali emettono verdetti sotto dettatura. Teoricamente la Costituzione garantisce i diritti civili; in pratica non sei in grado di esercitare alcuni di questi diritti. »
Ad esclusione forse della parte sui tribunali, Khodorkovsky avrebbe anche potuto chiamarlo modello Italia. Andate a chiedere a Stefano Cucchi se i suoi diritti elementari siano stati correttamente tutelati.
Questo, Vladimir Putin, è l’uomo sul quale Silvio Berlusconi, il 13 dicembre scorso in Senato, si esprime così:
« Per quanto riguarda la Russia io ho un’amicizia personale forte sia con Vladimir Putin che con Dmitry Medvedev. Ritengo che siano delle persone che vogliono veramente portare la Russia ad essere una vera democrazia, ma il percorso da un totalitarismo alla democrazia è un percorso difficile, è un percorso lungo, è un percorso che richiede molti sforzi e molto tempo. Io conosco questi signori profondamente. Ho colloquiato con loro per ore ed ore e dentro di me si è formato questo convincimento. »
A parte l’anacronistica retorica berlusconiana sul sentimento di amicizia, per una disamina più articolata della quale vi invito caldamente a leggere questo articolo, non stupisce che un premier che vuole andare a scuola di democrazia da Hosni Mubarak e importa il bunga bunga dall’amico Gheddafi, al quale durante le sue visite fornisce italiche bellezze alla maniera degli eschimesi che dividono la moglie con gli ospiti, consideri l’amico Putin come un leader che vuole veramente portare una vera democrazia in Russia.
Non stupisce soprattutto perché Berlusconi confonde la democrazia con il marketing. Molto presto vi mostrerò, documenti alla mano, come l’uomo esprima paralleli talmente aberranti tra i due concetti che è impossibile ritenere che egli non sia intellettualmente onesto nel comunicare il suo pensiero.
Il problema è che è un pensiero malato.