La legge contro il dolore: cosa è previsto

ROMA, 25 LUG – La legge 38 del 2010 ha reso piu' semplice la prescrizione dei farmaci anti-dolore, tra cui gli oppiodi, e imposto tra le altre cose agli ospedali di monitorare il livello di dolore nei malati. Ma ad un anno e mezzo dalla sua entrata in vigore il bilancio che si puo' trarre vede in crescita la presenza di hospice e posti letto, mentre la rete della terapia del dolore non e' ancora in fase avanzata di sviluppo e inoltre c'e' un divario nell'offerta tra il Nord e il Centro-Sud dell'Italia.

HOSPICE: il loro numero e' passato da 114 del 2006, 165 nel 2009, fino a 229 del 2010, su 256 strutture totali programmate, secondo i dati della Seconda Rilevazione ufficiale sugli hospice in Italia fatta dalla Societa' italiana di Cure Palliative, la Fondazione Isabella Seragnoli e la Fondazione Floriani. E' aumentato anche il numero posti letto, passato da 55 nel 1999 a 1.888 nel 2009, a 2.592 nel 2011 ed aumenteranno ancora fino a 2.615, pari a 0,48% posti letto per 10mila abitanti. Le regioni piu' avanti nell'attuazione del programma sono Lombardia, Emilia Romagna e Basilicata.

TERAPIA DOLORE: solo 10 regioni, secondo la relazione al Parlamento del Ministero della Salute, assicurano ''un valore intorno all'80% di ASL, con almeno un laboratorio di terapia antalgica, dove spesso il servizio e' svolto garantendo la presenza di un medico anestesista rianimatore''. Inoltre, ''nel Centro-Sud – si legge nel documento – ancora pochi ospedali assicurano la registrazione dell'intensita' del dolore in cartella clinica e anche al Nord si fa solo in poche unita' operative ospedaliere diverse da quelle chirurgiche''. Il rapporto Osmed sui farmaci conferma il problema, rilevando che l'uso degli antidolorifici per il dolore cronico in Italia e' tra i piu' bassi in Europa, e in particolare nel Sud. Il rapporto parla di un consumo tra le 2,9 e le 3,6 dosi quotidiane ogni mille abitanti in Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata e Molise che aumenta man mano che si procede verso nord per diventare il doppio (tra 4,7 e 5,6) in Lombardia, Piemonte, Friuli e Valle d'Aosta.

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Alberto Francavilla