BIRMINGHAM (ALABAMA) – La memoria fa cilecca? Attenzione, potrebbe essere un campanello d’allarme. Chi ha vuoti nel ricordare, infatti, sembra correre più rischi di avere un ictus. Un pericolo che può aumentare fino a 10 volte per chi a 50 anni ha già una memoria che perde colpi. Lo dimostra uno studio che verrà presentato al meeting annuale dell’American Academy of Neurology’s, in programma a Honolulu dal 9 al 16 aprile prossimi.
Per arrivare a questi risultati, gli studiosi hanno sottoposto 14.842 persone a un test di fluidità verbale e altre 17.851 a un test di memoria. Il campione, età media 67 anni, è stato monitorato nei 4,5 anni successivi per verificare quanti avrebbero avuto un ictus. Così i ricercatori hanno potuto constatare che il pericolo di un attacco ischemico era quasi quadruplo nelle persone che erano andate male ai test. Non solo. Per i 50enni con problemi di memoria il rischio era quasi 10 volte più alto, 9,4 volte per l’esattezza. “Questa ricerca – spiega Abraham J. Letter, della University of Alabama di Birmingham, autore dello studio – mostra che potremmo prevedere con molti anni di anticipo un ictus, sottoponendo una persona che ha già qualche fattore di rischio a un semplice test per misurare la funzionalità della sua memoria”.