La politica? Ormai è una balla spaziale

Partiamo da oggi: sondaggi che danno in crisi fortissima di fiducia sia pure diversamente ritirata tutti i partiti. Cioè la politica politicante od esercente nel suo insieme. Nel contempo, campagna-acquisti di stampo pallonaro tra i parlamentari per la famosa prossima “fiducia” in aula (ma questo sostantivo virgolettato è un sinonimo o un contrario di quella sfiducia su accennata ?).Torniamo a ieri, a mesi fa, agli ultimi anni in cui dal basso si è fatto politica male o per niente e si è votato “per modo di dire”. Suffrago queste affermazioni con qualche citazione (neppure vi dico da dove, così potete ricercare e indovinare se vi interessa…).

…“Non afferma continuamente Berlusconi che è autorizzato a fare quello che fa dal consenso dei milioni di italiani che lo hanno votato ripetutamente e in percentuale progressiva (eccezion fatta per l’ultima setacciata elettorale di primavera) ? Il che è vero, in senso stretto. Ma temo vero con un “errore/orrore” di partenza che nessuno, ovviamente non Berlusconi ma neppure i suoi sedicenti avversari, vogliono evidenziare. Non lo fa la stampa per i noti motivi, tantomeno la tv, e quindi i votanti non lo sanno o fanno finta di non saperlo. Non conviene a nessuno, a quel che pare. Ed invece questo “errore/orrore” spiega tutto, o quasi. Perché il vero potrebbe convertirsi in “falso” o in “truccato”.E non sto parlando “banalmente” di brogli…..

Partiamo dalle carte. Anzi dalla Carta. Costituzionale. Per dire ciò che i partiti sono in parte sempre stati e soprattutto sono diventati diacronicamente con un’accellerazione grottesca negli ultimi tempi, bisogna rifarsi all’art.49: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Non si dà dunque in Italia oggi, forse in natura e cultura, certo nella realtà contemporanea, nulla, assolutamente nulla di ciò che prevede la Costituzione. Gli organismi di partito non contemplano altro che loro stessi, quindi via quel “hanno diritto di associarsi liberamente” e invece dentro una sorta di “serbatoio” dove va a finire tutta la politica politicante ed esercente,appunto il noto a tutti “comitato d’affari”.
All’interno dei partiti, di tutti i partiti sia pure con dosi diverse di autarchia, nella realtà vera “non si concorre con metodo democratico”. Una o più persone, cfr. Berlusconi e il Pd, decidono per tutti,in politica ma a scendere anche nella società, dalla composizione delle liste a tutto il resto. La democrazia non c’entra (più?) nulla. Aggiungo che i Costituenti secondo una lettura diffusa intendevano questo art.49 non come un’ esclusiva delega ai partiti nell’Italia del dopoguerra, bensì come un’ipotesi importante che non escludeva affatto alcuna altra forma di associazionismo politico e di “metodo democratico”. Il verbo “concorrere” non è casuale. Allora le parole avevano ancora un peso. Quindi smettiamola di fingere che i partiti siano garanti di alcunché di democratico, almeno non “questi” partiti. La partitocrazia ha raggiunto il suo acme e ha sostituito del tutto la democrazia facendo finta che le due “crazie”, i due “poteri” siano un sinonimo. Balle, balle spaziali, raggiri linguistici e sostanziali come accennavo per il conio di “anti-politica”….
…Ma veniamo alla filiera elettorale, che regola la vita e la politica di questo come di tutti i paesi che si rifacciano a una forma di governo ispirata alla democrazia. Pensiamo al nostro. L’articolo precedente, il 48, è altrettanto chiaro: ”Sono elettori tutti i cittadini,uomini e donne,che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico….Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”. Già rileggere questo articolo con calma,se c’è ancora la voglia e la capacità di farlo, dovrebbe farci effetto e dirci di quale ignominiosa recita sia diventato il “diritto di voto”.
Pensate ai pregiudicati e condannati in Parlamento, tanto per capirci,vergogna italiota per qualunque osservatore straniero. Ma su questo potete informarvi tranquillamente da voi, anche solo cliccando su un motore di ricerca. Trovate nomi e caratteristiche penali di tale vergogna sufficientemente chiare anche in giornali e libri, senza però che la “fedina penale complessiva del Parlamento” interessi all’opinione pubblica. A me interessa qui il meccanismo del voto, per ragionare se per suffragare la democrazia sia davvero sufficiente, morale, legale, costituzionale il risultato delle elezioni, chiunque venga eletto.
Invece di teorizzare, vi racconto questo meccanismo aggiornato a ieri, ossia alle ultime contestatissime Regionali. Rimettere in asse questo piano, segnatamente dal punto di vista della democrazia “elettorale” ma non “elettoralistica”, del voto secondo Costituzione, è indispensabile e obbligatorio. Per questo è l’intiera classe politica “incostituzionale” sul banco degli imputati, non perché uno si svegli e sbraiti tanto per sbraitare, etichettato come “anti-politico”. L’ho già detto, la definizione è un falso ideologico e lessicale.
Infine anticipo che tralascio qui la commistione tra politica e associazioni malavitose potenti come ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra, nell’ordine di vario livello planetario specie le prime due, oppure tra politica e delinquenti coinvolti singolarmente o in gruppo nella “cattura dei voti”, una specie di pesca in tutte le sue forme, dalla “sciabica” allo “strascico”, dalle “bombe in acqua” alla canna con il verme/esca. Molto di questa commistione è uscito finora su giornali e libri grazie alle indagini di magistrati indipendenti e giornalisti, scrittori ed editori non prostrati e prostituiti del tutto all’evidenza del declino e al realismo della servitù, e detta commistione riguarda un po’ tutte le parti politiche con prevalenza del partito e dello schieramento di maggioranza: però, udite udite, viene considerata da tutti, sinistra (!?!) compresa, null’altro che un’accettazione appunto “realistica” e “giustificativa” dello statu quo dell’Italia”….
Può bastare, anche perché ho citato con dovizia ed essendo meno sintetico del solito. Ma almeno si capisce da queste tre paginette perché quella che chiamano “politica” è oggi ben altra cosa e perché è “normale” più o meno per tutti questa campagna-acquisti di cui si ciancia tutti i giorni? E perché forse gli italiani complessivamente non ne possano più ?
da Tiscali notizie, Indietro Savoia
21 settembre 2010

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