C’è chi dice no per l’«effetto panda». Ma avete contato le donne al vertice?
Vecchia questione quella delle quote femminili. Di solito, le donne più evolute la snobbano in nome dell’effetto panda: «Non sia mai che ci trattino da specie a rischio eccetera». Ma le esperienze europee vanno in questa direzione e a settembre arriva alla Camera un testo che è il risultato di due progetti di legge: uno di Lella Golfo del Pdl e uno di Alessia Mosca del Pd. Quel che si dice una proposta bipartisan. Che propone di arrivare per legge al trenta per cento di quote femminili (la mia religione mi impedisce di chiamarle quote rosa) nei consigli di amministrazione. Girl power, insomma. O almeno, un passo avanti rispetto alla situazione attuale. Per legge, cioè per forza, e non un vago «invito a presenze equilibrate», che se in Spagna viene concretamente raccolto da noi difficilmente troverebbe una realizzazione. In Francia e Norvegia la legge c’è già e la quota deve essere non inferiore al 40 per cento, come dire che il nostro 30 sarebbe meglio che niente.
Passerà la proposta? Vedremo. Io temo di no, ma spero di sbagliarmi, perché penso che questa legge sarebbe una buona cosa. Ancora migliore se si parlasse del 50 per cento invece che del 30, ma cominciamo da qui, e al diavolo l’effetto panda: l’importante è cambiare. La questione è così trita che mi annoio da sola a ripetere cose come «quando anche una donna mediocre avrà le opportunità di carriera di un uomo mediocre avremo la parità», ma il concetto è quello. E siamo talmente in arretrato che, se anche per i prossimi duecentomila anni si facessero leggi che discriminano il genere maschile, non sarebbe un problema: andremmo solo verso la parità. Sapete quante sono oggi le donne nei consigli di amministrazione? Il 6,2 per cento. Non ci facciamo una gran figura: siamo al 29° posto sulle 33 nazioni censite dallo European professional women’s network. Mio figlio grande, leggendo l’articolo alle mie spalle, chiede che cosa sia l’effetto panda e si preoccupa
per i lettori. Anche se lo sanno tutti, specifichiamo che s’intende per effetto panda il proteggere specie deboli a rischio estinzione con leggi speciali. Come dire: «Poverini, vi proteggiamo noi». Poverine ’sta cippa, ma ci siamo capiti.
