TORINO, 24 SET – Se la mamma e' serena, gode di buona salute e vive una vita apprezzabile, la percentuale di parti prima del termine scende a un fisiologico 3,8%, molto al di sotto dell' attuale frequenza, che nel mondo e' del 10%, con punte del 13% negli Stati Uniti (in Italia siamo al 7%).
E' il dato emerso oggi, a Torino, nell'incontro preliminare dei lavori dello 'Steering Committee' del progetto 'Intergrowth 21st', che si concludera' martedi'.
Nel mondo nascono prematuri circa 13 milioni di bambini (mezzo milione in Europa, 40mila in Italia). Quelli che nascono con un peso inferiore ai 1500 grammi (in Italia 5.600) presentano problemi di assistenza, nutrizione e valutazione della crescita.
'Intergrowth 21st' e' uno studio mondiale sulla crescita perinatale promosso dall'Universita' di Oxford (Jose' Villar) al quale partecipano esperti di Neonatologia (Enrico Bertino) e Unita' materno fetale (Tullia Todros) dell'Universita' e dell'ospedale Sant'Anna di Torino e altri sette centri di ricerca di Regno Unito, India, Cina, Oman, Kenya, Brasile e Usa.
Il progetto e' finalizzato a definire il modello di crescita dei feti e dei neonati in condizioni socioeconomiche e di salute ottimali e ha finora coinvolto 6.400 madri di tutto il mondo (tra i 18 e i 35 anni, non obese e non fumatrici, per citare 3 dei 20 requisiti totali richiesti).
Si tratta di un lungo studio che ora gli esperti intendono ampliare per individuare un modello internazionale. I risultati forniranno uno strumento di riferimento per la valutazione della crescita dei nati pretermine da utilizzare su scala mondiale nella prospettiva di migliorare lo stato di salute di questi soggetti le cui possibilita' di sopravvivenza stanno aumentando ovunque, anche nei Paesi in via di sviluppo.
''Disporre di un idoneo modello di riferimento di crescita per questi bimbi rappresenta la sfida del prossimo decennio'', ha detto Bertino sottolineando come la percentuale di parti pretermine sia risultata costante (3,8%) in tutte le donne esaminate, al di la' dell'etnia e della provenienza.
Inoltre questi parti prematuri, in donne con una vita equilibrata, si verificano tra la 34/a e la 36/a settimana, in una fascia di eta' in cui i rischi per il neonato sono contenuti.
Si evince, in conclusione, rileva Bertino, che ''intervenire per migliorare le condizioni di salute, socioeconomiche e lo stile di vita in gravidanza potrebbero portare a una diminuzione dei parti prematuri portandoli ad un numero ritenibile fisiologico, intorno al 3,8%''.
