ROMA – I medici di base potrebbero presto arrivare nei pronto soccorso del Lazio. Considerato che ogni anno nella Regione due milioni di persone vanno al pronto soccorso, per lo più con codici bianchi o verdi, la giunta regionale ha preparato un progetto per far visitare questi pazienti dai medici di base.
L’obiettivo è ridurre le attese dei pazienti non gravi (il 78 per cento del totale), che al momento arrivano anche a otto ore. Allo stesso tempo si vorrebbe liberare il personale del pronto soccorso per permettergli di occuparsi dei casi più seri.
L’esperimento degli “Ambulatori Med” (così verranno chiamati) partirà al San Camillo, al Sant’Andrea, al San Giovanni Addolorata, all’Umberto I, a Tor Vergata, al Pertini e negli ospedali di Civitavecchia, Latina, Frosinone, Cassino, Viterbo e Rieti.
Gli “Ambulatori Med” saranno aperti tutti i giorni dalle 8 alle 20 in locali adiacenti ai pronto soccorso. Il medico di famiglia che parteciperà al progetto non toglierà ore alla sua attività ambulatoriale riservata agli assistiti, perché dovrà svolgere questo servizio in orari differenti a quelli di apertura del proprio studio.
Ci sono però due problemi da risolvere. Il primo riguarda la responsabilità legale, visto che i medici di base non sono dipendenti dell’ospedale ma opereranno all’interno della struttura. Il secondo è che questo servizio rischia di alimentare l’abitudine del cittadino a rivolgersi all’ospedale anche per problemi piccoli invece di rivolgersi al medico di famiglia.
