CITTA' DEL VATICANO – Un ''passo avanti incoraggiante'', ''diverso dai precedenti che erano stati considerati insufficienti''. Ma non si ''puo' considerare definitivamente concluso'' il processo di dialogo tra il Vaticano e i lefebvriani. I tempi per procedere sono comunque ''brevi''. La parola e' passata ora alla Congregazione per la dottrina della fede, e poi sara' del Papa. Cosi' il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, sintetizza lo stato dell'arte del dialogo tra la Santa Sede e la Fraternita' S.Pio X, capeggiata da mons. Bernard Fellay, dopo che martedì, con un giorno di ritardo rispetto all'''ultimatum'' ricevuto dal Vaticano, e' giunta la risposta dei seguaci del vescovo tradizionalista Marcel Lefebvre, che negli anni Ottanta causo' uno scisma ordinando illegittimamente dei vescovi.
Nei mesi scorsi la Santa Sede aveva chiesto ai lefebvriani, – che criticano aspramente il concilio Vaticano II e considerano illegittimi tutti i pontefici succeduti a Pio XII – di sottoscrivere un ''preambolo dottrinale'', considerato la precondizione per il loro rientro nella Chiesa cattolica e per ricomporre lo scisma causato dal vescovo svizzero, ormai defunto.
La nota pervenuta ieri, informa la commissione Ecclesia Dei, incaricata del dialogo con i tradizionalisti scismatici, verra' ora esaminata dalla Congregazione per la dottrina della fede, che, a sua volta in tempi brevi, la sottoporra' poi al giudizio definitivo di Benedetto XVI.
Il 16 marzo scorso c'era stato, nella sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, un incontro tra mons. Fellay e il prefetto del dicastero dottrinale vaticano, il card. William Levada. Gli esiti di tale colloquio erano stati considerati insufficienti e per questo il Vaticano aveva chiesto, entro un mese, un ulteriore approfondimento per il testo di circa due pagine che costituisce la base dell'accordo.
La soluzione che entrambe le parti immaginano, a quanto finora trapelato, dovrebbe essere quella di una prelatura personale sul modello dei quella applicata per l'Opus Dei. (giovanna.chirri@ansa.it)
