Libia, a Misurata civili come scudi umani
Gheddafi fa sparare sulla folla: 9 morti
Usa: estenderemo no fly zone. Nuova missione Tornado italiani. Khamis Gheddafi forse ucciso. Distrutto bunker raìs. Ban ki-Moon aggredito al Cairo. Ue: pronti a missione militare umanitaria
ROMA – Ancora bombe e missili sulla Libia con un edificio del bunker di Gheddafi a Tripoli raso al suolo, nel terzo giorno dell’operazione della coalizione internazionale, che ha visto le prime missioni di caccia italiani al fianco dei jet statunitensi, britannici e francesi.
Il Pentagono ha fatto sapere che Gheddafi «non è nella lista dei bersagli della coalizione. Alcuni giornalisti occidentali, però, in nottata sono stati portati nel complesso di Bab el Aziziya a Tripoli, la residenza di Gheddafi: a loro è stato mostrato un edificio completamente distrutto da un missile. La palazzina ospitava alcuni uffici. Secondo il portavoce libico sorgeva ad appena una cinquantina di metri dalla tenda dove il leader libico riceve gli ospiti di riguardo. Non si sa dove Gheddafi si trovasse al momento dell’attacco. I raid, criticati apertamente dalla Lega Araba, hanno permesso di neutralizzare le difese antiaeree.
Voci in Libia sulla morte di Khamis Gheddafi, figlio del colonnello Muammar, che sarebbe deceduto ieri a Tripoli. Secondo il sito dell’opposizione al-Manara, Khamis sarebbe morto per le ferite riportate nei giorni scorsi, quando un pilota dell’aviazione passato con l’opposizione avrebbe aperto il fuoco nei pressi della caserma di Bab al-Aziziya, nel centro di Tripoli. Khamis Gheddafi era a capo di una delle brigate del regime impegnate contro gli insorti. Sesto dei figli del colonnello, aveva il grado di capitano dell’esercito ed era responsabile del reclutamento e dell’addestramento dei mercenari africani.
La tv libica sostiene che nei bombardamenti di ieri sono morti 48 libici. Le vittime tra i ribelli dall’inizio dei combattimenti sarebbero invece 8.000, secondo un portavoce degli insorti, Abdel Hafiz Ghoga. Un portavoce del governo francese ha detto di non avere informazioni sul fatto che civili siano rimasti uccisi negli attacchi sulla Libia.
Nonostante i raid, le truppe lealiste sono riuscite ad entrare a Misurata, terza città libica 170 chilometri ad est di Tripoli. Secondo un portavoce dei ribelli, i gheddafiani sono entrati con i carri armati nel centro della città , dove si contano molti morti. La fonte afferma anche che alcune imbarcazioni stanno bloccando il porto impedendo agli aiuti di raggiungere la città .
Le forze di Gheddafi stanno portando civili a Misurata dalle città vicine per usarli come scudi umani. Lo ha riferito uno dei portavoce dei ribelli, aggiungendo che ieri sette persone sono rimaste uccise negli scontri.
Le forze fedeli a Gheddafi sparano sulla folla: 9 morti. Almeno nove persone sono rimaste uccise a Misurata, riferiscono gli abitanti della città . Circa 200 cecchini inviati da Gheddafi garantiscono al regime solo il controllo della strada che porta fuori dalla città , ma cercano di mantenerlo sparando a raffica. «La gente di Misurata è scesa per le strade e nel centro della città disarmata, nel tentativo di fermare l’avanzata delle forze fedeli a Gheddafi – ha raccontato al telefono con l’agenzia Reuters un abitante della città che si chiama Saadoun – Quando la gente si è riunita nel centro della città , le forze pro Gheddafi hanno cominciato a sparare con artiglieria e armi da fuoco. Hanno commesso un massacro. L’ospedale ci ha detto che almeno nove persone sono state uccise».
Gli Usa: estenderemo no fly zone. Il generale americano Carter Ham, comandante dell’ Us Africa Command, ha detto che le operazioni sulla Libia puntano ora ad estendere la no fly zone. «L’operazione finora è riuscita. È stata eseguita facendo molta attenzione a evitare vittime civili. L’avanzata delle forze di Gheddafi verso Bengasi è stata fermata». Interpellato sulle vittime civili di Misurata il generale Ham ha precisato che «l’estensione della no fly zone punta proprio a proteggere i civili». L’area della no fly zone avrà un’estensione di mille chilometri, ha specificato il generale, estensione resa possibile grazie all’intervento di aerei aggiuntivi delle forze della colazione, tra cui quelli italiani.
I lealisti bombardano il centro della città di Zintan, in Tripolitania, ha annunciato una fonte dei ribelli citata da al-Arabiya. Secondo la fonte, «le brigate circondano la città e ci stanno attaccando. Negli scontri in corso oggi siamo riusciti a catturare alcuni loro soldati».
Addestramento militare per civili libici pro Gheddafi. I civili libici che a partire da ieri si sono recati presso le sedi locali dei Comitati popolari per ricevere le armi promesse dal regime dovranno iniziare presto un corso di addestramento militare, ha annunciato la tv di stato, che ha pubblicato un messaggio sullo schermo nel quale si informa che «Il Comitato di Difesa annuncia alle migliaia di persone che si sono registrate presso i comitati popolari per ottenere le armi che presto saranno contattati per iniziare un addestramento militare in modo da essere pronti ad usarle nel momento opportuno».
Nuova missione italiana. Dall’aeroporto di Trapani Birgi sono decollati due caccia Eurofighter italiani e due F16. Dal comando del 37/o Stormo dell’Aeronautica militare di stanza a Trapani fanno sapere che si tratta di un’operazione di addestramento. Pochi istanti dopo è decollato anche un elicottero italiano.
Riuscita la prima missione. «La missione è stata raggiunta positivamente e gli obiettivi sono stati raggiunti», dice il Colonnello Mauro Gabetta, comandante del 37esimo Stormo della base militare di Trapani, per fare un resoconto dell’operazione condotta dall’Italia con i sei tornado decollati poco prima delle venti. Dei sei tornado, due tanker, che appartengono al 6/o Stormo di Ghedi (Brescia), sono stati i primi a rientrare alla base dopo aver effettuato il rifornimento aereo degli altri velivoli, Tornado Ecr, che provengono dal 50/o Stormo di Piacenza, e che sono rientrati poco prima delle 23 di ieri sera.
«L’operazione condotta dai nostri velivoli è stata un’operazione di soppressione delle difese aeree avversarie – ha spiegato Gabetta – È stata condotta positivamente e i nostri ragazzi sono tornati a casa». Sulle capacità offensive di Tornado entrati in azione, il colonnello Gabetta si è limitato solo a dire che «sono questi missili che sono costruiti per la soppressione delle difese aeree avversarie».
La Russa: contraerea Gheddafi neutralizzata. I quattro Tornado italiani in azione ieri sulla Libia avevano il compito di «neutralizzare le fonti radar nemiche», nell’ambito di «una più vasta operazione il cui obiettivo era di mettere a tacere la contraerea libica per consentire di realizzare la no fly zone: questo obiettivo è largamente realizzato, l’opera potrebbe considerarsi addirittura completata», ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Il ministro ha aggiunto che i Tornado sono stati «accompagnati dai nostri caccia che funzionano da scorta». L’obiettivo italiano era quello di controllare la presenza di radar ed eventualmente lanciare missili ma non è stato necessario passare al bombardamento.
Pilota italiano: non abbiamo lanciato missili. «Nell’operazione di ieri sera abbiamo solo pattugliato nei cieli della Libia e non abbiamo ritenuto di lanciare missili antiradar – ha detto il maggiore Nicola Scolari, uno dei piloti dei sei Tornado – È stata una missione di pattugliamento in cui eravamo pronti a reagire per sopprimere radar ma ieri non abbiamo verificato presenza di radar nemici e così non abbiamo ritenuto di lanciare missili».
Quattro dei sei caccia F16 danesi, ospitati nella base di Sigonella sono decollati oggi per una missione. Lo ha reso noto il comandante del 41/o stormo antisom, di stanza nella base siciliana dell’Aeronautica militare, colonnello Luca Tonello.
Attacchi inglesi dai sottomarini. Per la seconda notte consecutiva sono partiti missili Tomahawk da un sottomarino britannico nel Mediterraneo. Lo riferisce il ministero della Difesa della Gran Bretagna.
Il segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon è stato aggredito in piazza Tahrir al Cairo da manifestanti filo Gheddafi. I manifestanti che si sono riuniti davanti alla sede della Lega araba prima dell’arrivo del segretario generale dell’Onu, hanno anche assaltato un paio di automobili mentre passavano davanti alla sede della Lega Araba. Ban ki-Moon usciva in quel momento da un altro cancello poco vicino dopo il suo incontro con Amr Moussa. «Stop alle violenze e avvio del dialogo», ha detto Ban Ki-Moon durante la riunione.
Casa Bianca: no comando operazioni alla Nato. C’è accordo nella coalizione internazionale messa in piedi contro la Libia per non dare il comando delle operazioni alla Nato, ma di sfruttarne le strutture. Lo ha detto a Rio de Janeiro il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Tom Donilon.
La Ue è pronta a inviare una missione militare umanitaria in Libia, hanno deciso i ministri degli esteri dei 27. «L’Ue è pronta a fornire un sostegno nell’ambito della politica comune di sicurezza e difesa (Csdp) all’assistenza umanitaria in risposta a una richiesta dell’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) e sotto il coordinamento Onu», si legge nelle conclusioni adottate dal Consiglio Ue affari esteri a Bruxelles. Inoltre «tali azioni rispetteranno pienamente le linee guida Onu sull’uso degli asset militari e di difesa civile (Mcda)».
Da Il Messaggero
Mentre i politici litigano su chi deve comandare i libici muoiono come mosche
oggi non ho sentito una parola che denunciasse Geddafi che ha fatto sparare sulla folla a Misurata.
Che vergogna uomini politici siete degli omuncoli.
Fischia
