ROMA, 8 NOV – Sono piu' di 274mila le persone che, a causa di un tumore, nel corso degli ultimi 10 anni sono state licenziate, costrette alle dimissioni o a cessare la propria attivita' autonoma.
Di queste, sono quasi 85mila quelle a cui e' accaduto negli ultimi cinque anni. E' quanto emerge dalla prima indagine nazionale sui pazienti oncologici realizzata dal Censis, in collaborazione con la Favo, e alla quale hanno partecipato piu' di 1.000 pazienti e oltre 700 caregiver.
Dalla ricerca viene fuori anche che circa l'80% dei malati di tumore ha subito cambiamenti in questo ambito, dalla perdita dell'impiego alla riduzione del reddito. Nel nostro paese sono oltre 2,2 milioni le persone che hanno avuto nella loro vita una diagnosi di tumore. Il 57% ha superato la malattia da 5 anni e circa 800mila da almeno dieci anni.
"Il tumore e' una patologia sociale di massa, perche' se colpisce la salute delle persone e chiede una risposta medica e assistenziale all'altezza, coinvolge anche la vita delle persone, i ruoli sociali, l'insieme delle attivita' e le relazioni", ha spiegato il presidente del Censis, Giuseppe De Rita. "Ancora una volta – ha aggiunto Francesco De Lorenzo, presidente Favo – e' il volontariato oncologico a supplire a gravi carenze delle istituzioni, non soltanto con servizi mirati (accompagnamento, riabilitazione, informazioni personalizzate, sostegno psicologico) ma anche attraverso la sollecitazione e l'ottenimento di norme legislative per la tutela sul lavoro". Nonostante questi ostacoli, dall'indagine emerge come sia piu' rapido rispetto al passato l'inserimento sociale.
Il tempo che intercorre tra l'intervento chirurgico o i trattamenti medici e il rientro nella normale vita quotidiana e' infatti sceso dai 17 mesi in media di dieci anni fa ai 4 mesi di oggi. Una riduzione di 13 mesi in dieci anni, che riflette il balzo in avanti delle terapie antitumore.
