Lodi sperticate di Riotta a Elmott ex Economist, anti Berlusconi da sempre e anche un po' a Elkann Fiat

Anche gli dei fanno errori, sempre che di dei si tratti.Questa è l’impressione che si ricava leggendo la recensione che il direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta dedica a un nuovo libro sull’Italia, scritto dall’ex direttore dell’Economist,Bill Emmott.
Non che si pensasse a Riotta come un dio. Riotta è un ottimo giornalista, che fa un ottimo 24 Ore come una volta faceva un ottimo Tg1, di questi tempi lo denigrano un po’ perché il suo giornale avrebbe perso un po’ di copie. Chi lo fa ignora che le copie del Sole 24 Ore erano dovute almeno per due terzi dalla sezione norme e tributi, acquisto obbligato di ogni studio di commercialista o avvocato, che religiosamente archiviavano e consultavano l’unica fonte disponibile in Italia di leggi, regolamenti, decreti, sentenze commentate. Quel successo è inesorabilmente minato da internet e dagli stessi prodotti on line della stessa casa editrice.
Ma quelli dell’Economist si sono sempre considerati e sono da noi considerati come dei piccoli dei o semidei. La loro prosopopea è sublime, la loro capacità di analisi stratosferica.
Se vi andate a vedere cosa scrivevano venti, trenta, quarant’anni fa di cose i cui effetti si verificano ancor oggi restate allibiti da come avessero centrato il giudizio.
Ma il libro che entusiasta ed enfatico Riotta ci propone, da quel che si può capire non è granché, anche un po’ di zampino ce l’ha messo anche il giovane erede Fiat John Elkann, al punto che Riotta può mettersi in concorrenza con Pindaro nel lodare la lungimiranza del giovane genio.
Elmott ci onora scrivendo che non tutta l’Italia fa schifo, che c’è brava gente anche tra di noi. Grazie, ma lo sappiamo già, e ce lo ripetiamo ogni mattina che ci guardiamo allo specchio e vediamo questa faccia di italiano o italiana nello specchio della barba o del trucco.
Non siamo scimmie allo zoo, siamo abitanti di un paese che ha i suoi pregi e i suoi difetti. Se Elmott applicasse lo stesso razzismo che di solito usa l’Economist verso noi popolo inferiore al suo assurdo paese, ancora retto da una monarchia inutile quanto sanguisuga ancora all’inizio del terzo millennio, cosa ci direbbe?
C’è il problema Berlusconi e questo è un nostro grande problema. Ma l’ostilità dell’Economist verso Berlusconi non è certo di matrice comunista: masce dallo snobismo inglese che non può sopportare la bausciaggine di Berlusconi, essendo un self made man brianzolo del tutto incompatibile con l’establishment inglese.
Solo la poca conoscenza del mondo da parte di Berlusconi, limitata all’esperienza fatta sulle navi da crociera e poi con discutibili compagni di viaggio come Mills o Putin, può avergli fatto credere che i giornalisti inglesi che lo attaccano e lo hanno sempre attaccato fin dal suo primo comizio sono tutti senza compromessi né esitazioni di destra.

Leggi l’articolo originale da: Il Sole 24 Ore

Published by
admin