PARIGI, 30 AGO – I nove mesi della gravidanza sono uno sforzo spesso fatale per un cuore malato ma troppe morti non sono giustificabili. A lanciare l'allarme e' la Societa' europea di cardiologia nel corso del proprio congresso annuale. I tassi di decesso sono 100 volte piu' alti del normale nelle madri e 10 volte piu' elevati nei feti. Per questo i cardiologi hanno messo a punto le nuove linee guida con precisi protocolli personalizzati. Sono previsti controlli e una stretta collaborazione fra cardiologi e ginecologi.
L'obiettivo, ha spiegato Nicola Surico, presidente della Societa' italiana di ginecologia, e' quello di adottare queste indicazioni in tutti i reparti. La ragione della crescita dei problemi cardiaci fra le donne in gravidanza e' attribuibile, secondo gli esperti, in primo luogo all'eta' della madre, sempre piu' avanzata, inoltre al fatto che le donne, come la popolazione generale, sono sempre piu' obese, ipertese e diabetiche.
Le malattie cardiovascolari non rappresentano quindi una controindicazione assoluta alla gravidanza, tranne in pochi casi, quando vi sia uno scompenso cardiaco o ipertensione polmonare severa. Periodi particolarmente delicati sono quelli fra la 28/esima e 34/esima settimana, durante il travaglio e immediatamente dopo il parto, quando il cuore e' sottoposto al massimo sovraccarico di lavoro.
Ma non e' detto che si debba ricorrere al cesareo. ''La via naturale, quando possibile, e' sempre preferibile – ha aggiunto Surico – ed e' molto utile ricorrere ad un'algesia epidurale che allevi lo stress materno. Infine attenzione al post partum: le pazienti cardiopatiche non devono essere considerate fuori pericolo e per diverse settimane vanno tenute sotto controllo da un cardiologo''. Il registro della Societa' europea di cardiologia sta raccogliendo dati in 28 paesi arruolando 1300 donne in 60 centri medici.