ROMA – Quei sassi piovuti dal cielo in Marocco nel luglio dell’anno scorso e rinvenuti in dicembre vengono da Marte. La caduta era stata avvistata, ma poi sono occorsi mesi per raccoglierli e collegarli all’evento di cui erano stati testimoni anche numerosi turisti. La conferma arriva ora dalla Nasa che li ha esaminati in questi mesi giungendo all’interessante conclusione.
Il lavoro non è stato facile e ha coinvolto specialisti di varie discipline e università americane oltre a quelli dell’ente spaziale ma il risultato è inequivocabile. I diversi frammenti pesano complessivamente 6,8 chilogrammi e il pezzo più consistente è di 907 grammi. L’ultima volta accadde nel 1962 e allora il bottino era stato più consistente raggiungendo i 108 chilogrammi.
Queste meteoriti marziane battezzate “Tissint” dalla International Socitey for Meteoritics and Planetary Science, sono preziose sotto ogni aspetto. Prima di tutto quello scientifico perché finora soltanto cinque volte i ricercatori hanno confermato la natura marziana di meteoriti raccolte: quindi i campioni sono davvero pochi, in tutto appena 99.
Le analisi chimiche compiute in laboratorio, infatti, sono paragonate a quelle condotte dalle sonde su Marte (dalle Viking a Sojourner, Spirit e Opportunity) e che hanno determinato le loro caratteristiche (ad esempio, la composizione isotopica dell’ossigeno). Il confronto stabilisce l’origine e l’inserimento nella classe nota come SNC (Shergottiti, Nakhliti, Chassigniti, derivazioni dai nomi delle località del primo ritrovamento). La più famosa meteorite marziana è l’ALH 84001 perché sembra contenere addirittura forme di vita fossilizzate. Scoperta in Antartide, il risultato venne addirittura annunciato in una conferenza stampa nell’agosto 1996 dal presidente americano Bill Clinton.