MILANO – E' stato fermato martedì sera a Mortara (Pavia) un romeno di 41 anni accusato di aver causato l' incendio che alcuni giorni fa ha devastato il campo rom di via Sacile a Milano .
L'uomo, D.B., che ora e' nel carcere di San Vittore, viveva in una baracca del campo che apparteneva ad un cugino tornato in Romania da circa 15 giorni ed e' proprio a questa baracca che ha dato fuoco, probabilmente in seguito a una discussione.
Gli agenti della Polizia locale hanno raccolto alcune testimonianze la notte stessa dell'incendio e hanno individuato D.B. che si era nascosto a Mortara in una cascina abbandonata e occupata da alcune famiglie rom. Il fermo e' basato sul pericolo di fuga. Il romeno era senza documenti, che sostiene essere stati bruciati nel primo incendio che era scoppiato in via Sacile il 4 aprile scorso che aveva distrutto una parte del campo.
''Prosegue l'importante impegno della Polizia locale nel controllo del territorio. In questo caso era particolarmente importante arrivare a chi si e' presumibilmente reso autore di un atto che poteva avere gravissime conseguenze per le 200 persone che si trovano al campo quella notte e fra le quali circa 70 bambini'', ha dichiarato l'assessore alla Sicurezza, Coesione sociale e Polizia locale, Marco Granelli.
''Grazie a un'efficace indagine e alla collaborazione dei colleghi di Mortara siamo riusciti a individuare rapidamente il presunto incendiario del campo bruciato domenica notte'', ha aggiunto il comandante della Polizia locale, Tullio Mastrangelo.
