MILANO – A fronte di 350 mila nuovi casi l' anno di tumore, in Italia si contano oggi quasi 2,5 milioni di persone (un milione di uomini e il resto donne) che hanno avuto il cancro e sono sopravvissute, di cui 1,3 milioni che devono essere considerate guarite. Uno stuolo di ragazzi e di adulti, donne e uomini, giovani e anziani di cui la Sanita' deve occuparsi. Perche' questa malattia cambia comunque la vita.
A porre il problema e' Armando Santoro, direttore di Humanitas Cancer Center di Rozzano (Milano), dove e' stato attivato un servizio specializzato (Cancer-free Clinic) per le esigenze dei pazienti in terapia di mantenimento o che hanno concluso i cicli di terapia e devono sottoporsi a un normale programma di controlli.
''Quando il problema riguarda le persone lungosopravvissute che hanno in un certo modo cronicizzato la malattia con la quale convivono – spiega l'oncologo – e' necessario sviluppare terapie di mantenimento le meno tossiche possibili (soprattutto dal punto di vista della tossicita' cutanea e gastroenterica) per assicurare loro una buona qualita' di vita''.
''Se invece ci si trova davanti a pazienti guariti, che hanno interrotto ogni terapia – continua Santoro – sono necessari adeguati programmi di screening contro il rischio di sviluppare nuove neoplasie, anche perche' in genere questi pazienti sono a rischio perche' anziani. Ma a volte bisogna occuparsi dei loro problemi psicologici e psicosociali.
A causa dei rapporti con parenti, amici, colleghi di lavoro, che sono cambiati; per i figli che possono chiedersi perche' l'aspetto fisico del genitore e' cambiato; per eventuali problemi di sterilita', o di menopausa precoce causati dalla terapia; a volte per ristabilire un rapporto di coppia messo in crisi dalla malattia''.
Negli Usa, dove ci sono 13 milioni di lungosopravvissuti, il problema e' tanto sentito che, secondo Antonella Surbone, docente alla New York University e grande esperta di questi temi, ''ci si comincia a occupare della lungosopravvivenza fin dalla diagnosi di cancro, compiendo fin dall'inizio scelte terapeutiche che tengano conto di tutte le possibili evoluzioni del tumore e anche della sopravvivenza e della guarigione, oggi sempre piu' frequenti, salvaguardando fin da subito la qualita' di vita del futuro guarito''.
