MILANO – Un’evasione fiscale per oltre 200 milioni di euro realizzata tramite societa’ di fatto inesistenti e amministrate da prestanome ha portato 4 persone incensurate in carcere. Il giro illecito è stato scoperto dalla Gdf di Milano con un’ indagine durata quasi un anno che ha consentito di individuare 4 societa’ nel settore del commercio di prodotti informatici ed elettronici coinvolte nel sistema e con sedi in Lombardia e Lazio.
La Guardia di Finanza ha sequestrato case, terreni, auto di lusso, moto, conti correnti postali e bancari e oggetti preziosi per un valore complessivo di oltre 12 milioni di euro. Gli indagati in tutto sono 13. I reati contestati a vario titolo sono associazione per delinquere, frode fiscale e riciclaggio.
Il complesso meccanismo della frode avveniva con l’inserimento di societa’ ‘cartiere’ (di fatto inesistenti) tra alcuni fornitori comunitari e i clienti italiani. Le societa’ in questione avevano, secondo la ricostruzione degli investigatori, l’unico ruolo di emettere fatture a fronte degli acquisti effettuati sulla carta dai fornitori comunitari. Cosi’ si e’ creata un’imposta a debito, secondo la Gdf sistematicamente non versata, che ha consentito ai clienti italiani di detrarre un’imposta a credito non assolta pero’ dalle societa’ ‘cartiere’ e, quindi, di praticare dei prezzi sul mercato inferiori a quelli delle societa’ concorrenti. Per questo, ha spiegato la Gdf, oltre al danno erariale, la frode ha violato i principi della libera concorrenza a danno degli onesti operatori di mercato. Solo l’evasione dell’Iva supera i 17 milioni di euro.