Monaco “tradisce” Microsoft: solo Linux e open source per i pc comunali

MONACO (GERMANIA) – Windows e costose licenze addio. Il Comune di Monaco di Baviera ha risparmiato 4 milioni di euro in un anno abbandonando i sistemi operativi ed il pacchetto office di Microsoft a favore degli open source. Il sistema operativo Linux ed il pacchetto Open Office ne hanno preso il posto nel 2011 nel progetto LiMu iniziato dal sindaco Christian Ude nel 2006. In questo modo è stato possibile utilizzare 7.500 vecchi computer, tornati come nuovi dopo la formattazione ed l’installazione del sistema operativo di Debian Sarge.

Il Comune di Monaco ha risparmiato evitando di spendere per il rinnovo di 15 mila licenze di Office e 7.500 licenze di Windows, investimenti che sarebbero costati 15,5 milioni di euro. La spesa per il rinnovo dei sistemi informatici si è in questo modo fermata  a 11,7 milioni di euro, mentre altri 2,8 milioni di euro sarebbero stati necessari nei prossimi anni per il rinnovo di altre 10 mila licenze Microsoft.

Monaco di Baviera è stata la prima a delle città europee ad aderire al progetto, con i suoi 1.200 computer sui 14 mila destinanti al passaggio all’open source. Florian Schiessl, responsabile del progetto, aveva spiegato che alla base degli sprechi non vi erano tanto le licenze Microsoft, quanto la disorganizzazione dell’intera infrastruttura del comune. Il sindaco Ude ora propone Monaco come esempio per le altre città europee. Ude ha inviato un messaggio a Neelie Kroes, Commissiario Europeo per l’Agenda Digitale, chiedendo che tutti i notebook utilizzati dai funzionari europei facciano il passaggio all’open source.

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