ROMA, 17 APR – Oltre ai temi gia' piuttosto spinosi del lavoro, della crescita, della giustizia e della Rai, un'altra tegola si abbatte sul vertice organizzato a palazzo Chigi da Mario Monti con i leader di Pdl, Pd e Udc: il 'beauty contest', l'assegnazione gratuita delle frequenze tv che, nella formulazione del governo, fa infuriare il partito di Silvio Berlusconi.
A poche ore dalla cena convocata dal premier per accorciare le distanze e stemperare le tensioni nella maggioranza, esplode dunque il caso delle frequenze: il Pdl vota contro l'emendamento governativo al dl fiscale. E Paolo Romani, fedelissimo del Cavaliere, si scaglia sul ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, accusandolo di aver cambiato il testo per soddisfare il Pd. Con il risultato che Pier Luigi Bersani incita l'Esecutivo ad ''andare avanti'' e Mario Monti si ritrova con un altro motivo di attrito con il partito di Silvio Berlusconi che, forse non a caso, lui stesso ricevera' a pranzo giovedi' prossimo. Ma intanto il nodo frequenze rischia di complicare non poco il vertice serale con ABC. ''E' colpo basso e di certo condizionera' l'incontro serale'', pronostica una fonte vicina al segretario Alfano.
Un bel problema per il presidente del Consiglio che, fra una portata e l'altra, sperava di rasserenare un clima pericolosamente 'teso' nella ''strana'' coalizione che lo sostiene, magari siglando un nuovo 'patto politico' con i leader in modo da ridurre immobilita' a causa dei veti incrociati. Anche senza la rogna del beauty contest, l'impresa appariva gia' in salita: i partiti, complice il voto di maggio, sono sempre piu' inquieti e temono che il vento dell'antipolitica li travolga. Tutti concordano sulla necessita' di rilanciare crescita e occupazione, ma non sul come farlo. Il premier, inoltre, non ha molto da offrire visto che – soprattutto dopo che il Fmi ha messo in dubbio che l'Italia riesca a raggiungere il pareggio di bilancio l'anno prossimo – non intende allentare i cordoni della borsa (come dimostra il rinvio del fondo taglia tasse) ed anzi si presenta in Senato per votare il pareggio in Costituzione che, a suo giudizio, avvicina l'Italia al rigore tedesco.
Monti e' pero' convinto che da un abbassamento dei toni tutti possano trarre vantaggio. ''Il tallone d'Achille dell'Europa è la questione della crescita'', ha ricordato incontrando il premier finlandese, sottolineando pero' che l'unica ''ricetta'' anti-recessione sono le ''riforme strutturali''. Considerazione cui fa seguire un monito: ''Le tensioni delle ultime settimane mostrano che non dobbiamo abbassare la guardia; occorre continuare a lavorare per porre le finanze pubbliche su una base più sana e proseguire con le riforme''.
Parole che lasciano poche speranze a quanti chiedono risorse per rilanciare l'economia che, secondo il premier, si puo' ottenere – oltre che con le riforme (ad iniziare dal ddl lavoro) – proseguendo il pressing con l'Europa. Lui per primo e' consapevole che la recessione rischia di complicare la vita dei partiti e, conseguentemente, del governo. E i dati che il Cdm certifichera' domani nel Def lo confermano. E se i soldi sono pochi e i conigli nel cilindro mancano, Monti dovra' in qualche modo rassicurare ABC. Non che tema per l'Esecutivo, ma le attuali tensioni rischiano di trasformarsi in un pantano per l'Esecutivo. Il problema e' che sul tappeto i nodo sono tanti e tutti intricati. Uno dei primi ad essere affrontato, alla presenza del ministro competente Elsa Fornero, sara' quello del ddl lavoro. Ormai tutti danno per scontato che il governo aprira' ad alcune richieste del Pdl (e di Confindustria) per modificare il ddl nel senso di una maggiore flessibilita' in entrata. Mentre sul fronte dell'uscita, arti.18 in testa, l'esecutivo ritiene che il compromesso non debba essere toccato. Un'intesa di massima e' dunque a portata di mano.
Non cosi' su altri capitoli: per ritrovare la crescita, ad esempio, Pd e Pdl hanno idee diverse: Alfano non vuole alzare l'Iva e chiede sgravi per imprese e famiglie; Bersani invece spinge per una patrimoniale. Per non parlare del capitolo Rai, sparito dai radar dell'Esecutivo, ma che – come annunciato da Passera – sara' nel menu della cena. Si discutera' anche di un altro dossier caldo: la giustizia, visto che e' attesa – almeno per l'aperitivo – il Guardasigilli Paola Severino.