PALERMO, 7 GEN – Morta lo scorso 29 dicembre, tre settimane dopo la quarta seduta di chemio al Policlinico di Palermo, Valeria Lembo, 34 anni, sposata e madre di un figlio di 7 mesi, sarebbe stata vittima di un clamoroso errore: i medici le avrebbero somministrato 90 milligrammi – invece che 9 come prescritto dai protocolli – di una molecola chemioterapica, la vinblastina. Sarebbero questi i primi risultati, secondo quanto scrive Repubblica-Palermo, di un'indagine interna condotta al Policlinico. Sulla vicenda ci sono 5 medici indagati.
L'infermiera che ha somministrato la dose, ben 15 fiale – ne sarebbe servita 1 e mezza -, si e' insospettita e avrebbe chiamato la dottoressa che aveva effettuato la prescrizione, ma il medico, che la mattina del 7 dicembre aveva visitato la paziente – affetta da morbo di Hodgkin – insieme a uno specializzando, le avrebbe detto di andare avanti.
Secondo i vertici aziendali non si sarebbe trattato di un errore di calcolo ma di un errore materiale: uno zero in piu' digitato per sbaglio.
Intanto, il direttore sanitario Claudio Scaglione, conferma che ''si e' certamente trattato di un sovradosaggio, ma non mi esprimo sulle quantita'. L'errore nella somministrazione – dice – potrebbe essere una concausa e non la causa diretta della morte''.
