MILANO, 22 MAR – Le morti collegate al tabacco sono quasi triplicate negli ultimi dieci anni e le grandi multinazionali del tabacco ''stanno cercando di indebolire gli sforzi pubblici per salvare milioni di vite''. E' questa la conclusione del rapporto stilato dalla World Lung Foundation (Wlf) e dall'American Cancer Society.
Se si continua a questi ritmi, sostiene il documento, un miliardo di persone morira' per l'uso e l'esposizione da tabacco in questo secolo, cioe' una ogni 6 secondi. Nella passata decade sono morte 50 milioni di persone per colpa del fumo, responsabile di oltre il 15% di tutti i decessi maschili e del 7% di quelli femminili.
In Cina, il tobacco e' gia' il killer numero uno, con 1,2 morti all'anno, e si stima che questo numero arrivi a 3,5 milioni l'anno entro il 2030. Cio' fa parte di un cambiamento piu' ampio, con i tassi di fumo in calo nei paesi sviluppati e in crescita in quelli piu' poveri e in via di sviluppo, come Asia, Africa e Medio Oriente. Quasi l'80% delle persone che muore per malattie legate al fumo vive infatti in Paese a basso e medio reddito.
''Le multinazionali del tabacco – accusa Peter Baldini di Wlf – traggono profitto dall'ignoranza della gente sugli effetti del fumo e la cattiva informazione. Le industrie hanno intensificato la lotta alle politiche anti-fumo, con azioni legali per ritardare e fermare l'introduzione delle nuove norme sui pacchetti, la proibizione del fumo in luoghi pubblici, le pubblicita' e gli avvisi sui pacchetti circa gli effetti sulla salute''.
