La mummia Otzi aveva l’arteriosclerosi e rischiava l’infarto

ROMA – Otzi, la mummia neolitica scoperta nel 1991 in Alto Adige, aveva l’arteriosclerosi e la predisposizione alle malattie cardiovascolari, soffriva di una malattia causata dalle zecche ed era intollerante al lattosio.

Lo ha rivelato un recente studio del gruppo di ricerca che fa capo ad Albert Zink e Angela Graefen dell’Istituto per le Mummie e l’Iceman dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC), Carsten Pusch e Nikolaus Blin dell’Istituto di genetica umana dell’Universita’ di Tubinga e Andreas Keller ed Eckart Meese dell’Istituto di genetica umana dell’Universita’ dello Saarland. La mummia evidenzia non solo la predisposizione genetica, ma anche uno dei sintomi della malattia: la presenza di arteriosclerosi. Il dato e’ interessante perche’, 5.000 anni fa, Otzi, datato tra il 3350 e il 3100 ac non era esposto ai rischi che oggi influenzano fortemente l’insorgere di malattie cardiocircolatorie: l’Iceman non era sovrappeso e non conduceva una vita sedentaria.

“La conferma che questa predisposizione genetica fosse riscontrabile già ai tempi di Otzi è rilevante perché mostra che le malattie cardiocircolatorie possono non essere legate alla civilizzazione. Ora, il passo successivo sara’ quello di analizzare in maniera più approfondita lo sviluppo di queste patologie”, sottolineano l’antropologo Albert Zink e il bioinformatico Andreas Keller. L’analisi del genoma ha inoltre evidenziato tracce di borrelia, una famiglia di batteri che causa una malattia infettiva trasmessa attraverso le zecche.

Carsten Pusch, che ha condotto le indagini genetiche a Tubingen, afferma: “Si tratta della piu’ antica testimonianza di borreliosi, ora sappiamo che questa infezione esisteva gia’ 5.000 anni fa.” Un altro aspetto considerato dai ricercatori e’ stata l’origine genetica dell’Uomo venuto dal Ghiaccio. E’ stato dimostrato che Otzi appartiene a un aplogruppo Y molto raro in Europa.

Questo permette di trarre due conclusioni: gli antenati di Otzi sono emigrati dal vicino Oriente nel neolitico in seguito alla diffusione dell’agricoltura e dell’allevamento; il loro DNA si e’ conservato fino a oggi in regioni isolate, come Sardegna e Corsica. Attraverso gli studi genetici e’ stato possibile ottenere informazioni anche sulle caratteristiche fisiche dell’Uomo venuto dal ghiaccio: Otzi aveva gli occhi marroni, i capelli castani e soffriva di intolleranza al lattosio. Quest’ultima scoperta avvalora l’ipotesi che anche 5.000 anni fa, nonostante si vivesse in una societa’ contadina, l’intolleranza al lattosio era molto diffusa. Solo con l’addomesticamento degli animali, gli uomini hanno poi sviluppato la capacita’ di digerire il latte anche in eta’ adulta. Il sequenziamento del DNA di Otzi e’ stato sostenuto da National Geographic Society (USA), Life Technologies (USA) e Comprehensive Biomarker.

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Emiliano Condò