ROMA, 16 LUG – ''We are sorry'': cosi', a grandi lettere, su sfondo bianco, senza orpelli grafici o giri di parole, Rupert Murdoch oggi ha chiesto scusa con una pagina su tutti i giornali britannici. Gesto obbligato, sicuramente ad effetto, ma non basta per contenere i danni del terremoto scatenato dallo scandalo delle intercettazioni fatto da News of the World le cui scosse continuano a propagarsi, fino a raggiungere Downing Street. Tanto che il ministro degli Esteri William Hague ha sentito il bisogno di difendere il primo ministro David Cameron contro cui si intensificano le pressioni.
Le critiche al premier riguardano gli stretti rapporti tenuti con alcuni protagonisti della vicenda, anche dopo l'esplosione dello scandalo: con Andy Coulson in primo luogo, l'ex direttore del domenicale finito nella bufera per le intercettazioni – effettuate proprio durante la sua direzione e che per questo e' stato arrestato lo scorso giovedi' – che, lasciato il giornale nel 2007, era diventato prima responsabile comunicazioni del partito Conservatore e poi direttore della comunicazione a Downing Street. Posizione da cui si e' dimesso lo scorso gennaio, ma solo quando era ormai inevitabile. Senza pero' che Cameron ne prendesse veramente le distanze, visto che a marzo, due mesi dopo, ha invitato Coulson, indicandolo come ''un amico'', presso la sua residenza dei Chequers.
Dai documenti forniti da Downing Street risulta che il primo ministro ha incontrato dirigenti di News International 26 volte in 15 mesi di mandato: frequenti le visite di Rebekah Brooks -ex ad dell'azienda e pupilla di Rupert Murdoch costretta ieri alle dimissioni- sempre ai Chequers, ma anche quelle di James Murdoch, figlio del tycoon.
"Il primo ministro ha invitato Andy Coulson così come si invita qualcuno per ringraziarlo del lavoro svolto – lo ha difeso William Hague – (Coulson) ha lavorato per lui (Cameron) per diversi anni. E' una cosa normale e umana da fare, credo che mostri un lato positivo del suo carattere". Hague -ex editorialista di News of the World- ha anche precisato di non essere "affatto imbarazzato" per i rapporti intercorsi tra il governo e dirigenti del gruppo sotto accusa: "ma c'é qualcosa di sbagliato in questo Paese che deve essere corretto. -ha detto- Il primo ministro lo ha riconosciuto assumendo quello che credo sia il giusto approccio". Ma l'opposizione e' passata all'attacco definendo i rapporti tenuti da Cameron quantomeno ''inopportuni''. Intanto sul fronte News Corp. proseguono le scuse, dopo quelle ripetute di ieri, definita dal Times la 'giornata dell'espiazione' che era cominciata con le dimissioni di Rebekhah Brooks e si e' conclusa con quelle oltreoceano di Les Hinton, Ceo di Dow Jones e braccio destro del tycoon per oltre mezzo secolo, oggi il messaggio sui giornali a firma Rupert Murdoch: ''Ci scusiamo per i gravi torti che sono stati fatti. Mi rendo conto che le semplici scuse non sono sufficienti. La nostra attività era fondata sull'idea che una stampa libera e aperta debba essere una forza positiva nella società. Ma dobbiamo esserne all'altezza". In fede, Rupert Murdoch.