ROMA – “Il ritmo della melodia può influenzare il cervello. E un consumo o un abuso in alcune fasce d’età è utilizzato per creare uno stato d’ eccitazione. E’ quello che accade anche nei ‘rave’, dove l’ascolto di musica basata su intervalli non congiunti, frammentati, crea un effetto contrario a quello del ritmo binario (quello del battito cardiaco). Scatenando un stato d’eccitazione”.
A spiegare gli effetti della musica ‘pompata’ a tutto volume nei rave party è Emerenziana D’Ulisse, responsabile musicoterapia dell’Istituto neurotramatologico italiano (Ini). “Ci sono molti esempi di utilizzo della musica per veicolare messaggi e sensazioni – avverte l’esperta – Ad esempio, la colonna sonora del film ‘Love Story’ (1970) è basata su un intervallo di sesta maggiore, che viene interpretato in maniera universale in tutto il mondo come corrispondente ad un emozione romantica”. Invece, osserva D’Ulisse, “se utilizzo una musica spesso molto dura, con tutti intervalli non congiunti, dissonanti, ottengo un senso di frammentazione. Ed ecco che questo stimolo cerebrale, contrario al ritmo naturale binario, predispone ad esplosioni, anche violente, di eccitazione”.
