PARIGI, 12 MAR – Il 2011 e' stato un anno di violenze ''senza precedenti'' contro blogger e cyberdissidenti, con la morte di cinque di loro e oltre 200 arresti: la denuncia arriva da Reporters sans frontieres, l'organizzazione non governativa per la difesa della liberta' d'espressione, in un rapporto sui 'nemici di Internet' pubblicato in occasione della Giornata Mondiale contro la cyber-censura.
Oggi Rsf e Google hanno anche attribuito il premio Reporters sans frontieres 2012 per la cyberdissidenza alla resistenza siriana delle 'Local Coordination Comittees of Syria' (LCCSyria), spesso semplici cittadini che riuniscono e diffondono sul web in tempo reale informazioni e immagini sulla rivolta e sulla repressione del regime di Bashar al-Assad. Nel 2011, lo stesso premio era stato attribuito a Astrubal, cofondatore del blog tunisino Nawaat.
''I cyberdissidenti sono stati, nel 2011, al cuore dei cambiamenti politici che hanno coinvolto il mondo arabo. Hanno tentato, al fianco dei giornalisti, di bloccare la censura, ma hanno pagato un prezzo elevato. Cinque di loro sono stati uccisi mentre erano impegnati in missioni di informazione'', scrive RSF, aggiungendo: ''Nel 2011, sono stati elencati circa 200 arresti tra blogger e cyberdissidenti, equivalenti a un innalzamento del 30% rispetto all'anno precedente''. Oggi, nel mondo, ''oltre 120 cyberdissidenti sono in prigione'', deplora ancora l'organismo con sede a Parigi, sottolineando che la ''violenza cieca'' perpetrata attualmente dal regime di Damasco rischia di appesantire ancora questo bilancio.
Nel rapporto 2012, Bahrein e Bielorussia sono stati inseriti nella lista dei Paesi ''nemici di Internet'', insieme con Arabia Saudita, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Iran, Uzbekistan, Siria, Turkmenistan e Vietnam. Mentre il Venezuela e la Libia lasciano quella dei Paesi ''sotto sorveglianza'', in cui dal 2011 e' presente anche la Francia (a causa di norme molto rigide sul diritto d'autore), raggiunta quest'anno anche dall'India e dal Kazakistan. Per accompagnare il rapporto, RSF ha inoltre pubblicato on-line un'applicazione che propone agli internauti di manifestare il loro dissenso sulle facciate delle ambasciate dei cosiddetti Paesi ''nemici di Internet''. Dopo aver scelto uno dei dodici Paesi, l'utente si ritrova davanti alla foto della rispettiva sede diplomatica e puo' sbizzarrirsi con una bomboletta spray virtuale, scrivendo cio' che vuole.
