Il New York Times, le cui pagine erano scritte da premi Nobel (Paul Krugman, tanto per citarne uno) e premi Pulitzer, a partire dal prossimo autunnosi arricchirà anche di un team di generatori di news in erba. La versione online del giornale si arricchirà di una sezione di notizie iperlocali, curata da studenti con la supervisione dei loro professori.
La scuola di giornalismo NYU Arthur L. Clarke si occuperà infatti di realizzare per il Newyorktimes.com un notiziario quotidiano che coprirà gli eventi dell’East Village di New York. Quello dell’East Village si aggiunge ad altre collaborazioni già avviate con istituti di Chicago e con la CUNY Graduate School of journalism che racconta dallo scorso anno la vita nel quartiere di Brooklyn Fort Greene .
Un esempio può essere l’intervista alla parrucchiera Ona Osirio-Maat che spiega l’arte di acconciare i Dreadlocks. A una “college edition” ha pensato anche l’Huffington Post che ha lanciato nello stesso giorno, il 22 febbraio, la sezione Huffpost College con notizie, video e fotografie redatti dagli studenti. I due progetti vanno nella direzione prefigurata dal guru di Internet Steven Berlin Johnson, secondo il quale nel futuro le notizie saranno redatte da più soggetti, non solo professionisti dell’informazione, ma anche da nostra nipote che studia ancora all’università, dal vicino di casa, dal panettiere.
Ma c’è un altro elemento che accomuna la scelta dei due giornali online: la gratuità dei nuovi apporti. Sia il New York Times – a dicembre ha incentivato un centinaio di giornalisti a lasciare il proprio lavoro – che l’Huffington Post non pagheranno, se non con un piccolo rimborso spese, i contributi degli universitari.