ROMA, 24 GIU – Ogni anno 52.000 italiani muoiono per patologie correlate all'obesita'. Una cifra che e' pari al doppio dei decessi per alcol e non e' troppo lontana da quella dei morti per fumo: 80-90.000. Sono i dati emersi da un incontro sulla presa in carico del paziente obeso, organizzato dalle societa' scientifiche che si occupano di obesita' e disturbi alimentari (Fesin, Sio, Adi, Sia Net, Sisa, Sisda, Fimmg, Andid).
Il costo dell'obesita' per il Sistema sanitario nazionale (Ssn) e' pari a 25 miliardi di euro all'anno, circa un quarto della spesa sanitaria nazionale globale, per il trattamento di quella che secondo Maria Grazia Carbonelli, responsabile della UOSD Dietologia e Nutrizione Clinica dell'ospedale San Camillo Forlanini di Roma, resta ''una piaga da curare senza soldi e senza tempo''. ''In Italia, il 10% della popolazione adulta e' obesa, vale a dire circa 5 milioni di persone – ha affermato Lorenzo Donini, del dipartimento di Medicina Sperimentale del Policlinico Umberto I di Roma – e lo e' anche il 12% della popolazione dei bambini fino a 9 anni. Tra gli adulti, ci sono 600.000 individui con un'obesita' severa e la proiezione per i prossimi anni e' che entro il 2020 la percentuale di adulti obesi salira' al 13-14%''.
Gli esperti concordano sulla necessita' di individuare un Piano Nazionale per la presa in carico dei pazienti obesi e condividono il disegno di legge presentato dal senatore del Pd, Ignazio Marino che prevede l'inserimento del trattamento dell'obesita' e dei disturbi alimentari nei Lea (livelli essenziali di assistenza), la creazione di un Piano nazionale, una rete regionale di sorveglianza, un Fondo nazionale da 20 milioni di euro ed un registro sui risultati regionali.
