Lotta all’obesità, persa in partenza: il corpo cerca di rimanere grasso

Lapresse

ROMA – La lotta contro l’obesità ed il sovrappeso è persa in partenza. Uno studio preliminare sull’obesità ha dimostrato che, una volta perso il peso in eccesso, il fisico lotta per riguadagnare i chili perduti. Alimentazione corretta e attività fisica permettono di perdere quei chili di troppo che la biologia aiuterà inevitabilmente a recuperare. Per quanto minimo sia l’apporto calorico della dieta, nei muscoli si attiva un meccanismo di “difesa” che fa bruciare meno calorie. Inutili dunque chewing gum  per dimagrire e piatti parlanti contro gli ormoni che ordinano al metabolismo di rallentare se si perde peso. Ma rimanere obesi o in sovrappeso è un rischio per la salute, con studi che confermano l’atrofizzazione del cervello e il rischio di numerose patologie cardiovascolari e metaboliche quali il diabete.

Joseph Proietto, medico dell’università di Melbourne ed autore dello studio che da 15 anni lavora con persone che tentano di perdere peso, ha detto: “L’ho sempre trovato strano. Lavoro con persone davvero motivate nel perdere peso, che raggiungono  l’obiettivo spesso senza troppi problemi e poi, inevitabilmente e gradualmente, riprendono i chili persi”. La ricerca di Proietto ha evidenziato, su un campione di 50 soggetti, un alterazione biologica dopo il dimagrimento. Il corpo reagisce producendo un incremento del 20 per cento dell’ormone grelina, associato allo stimolo della fame, un abbassamento della leptina, ormone che diminuisce il senso della fame ed aumenta la spesa energetica, ed una diminuzione della YY peptide, un altro ormone che riduce l’appetito.

“Ciò che abbiamo osservato è un meccanismo di difesa coordinato con più componenti volte a recuperare il peso perso. Credo sia questo il motivo dell’alto tasso di fallimento nel trattamento dell’obesità”, ha spiegato Proietto. La ricerca pubblicata sul The New England Journal of medicine, che richiede però ulteriori conferme, ha aperto la strada ad un nuovo approccio al trattamento di questa patologia la cui componente genetica era già nota dalla scoperta del ruolo dell’Fto e dell’ereditarietà del sovrappeso dallo sperma paterno.

Rudolph Leibel, ricercatore sull’obesità della Columbia University di New York, ha detto: “Credo che molte persone siano ansiose di perdere peso e non comprendano totalmente le conseguenze a cui vanno incontro, o che forse la comunità medica non informi completamente le persone”.  Leibel ed il suo collega Michael Rosenbaum studiano da 25 anni l’obesità ed hanno scoperto che i muscoli, dopo la perdita di peso, bruciano meno calorie di quanto brucerebbero per un uomo che ha sempre avuto il peso raggiunto. Come se il corpo umano attivasse un risparmio energetico, consapevole della massa già persa.

Rosenbaum ha sottolineato come ormoni, muscoli e cervello agiscano nella lotta ai chili in eccesso: “Quando si perde peso, il cervello innesca una reazione emozionale al cibo. Ne vuoi di più, ma le aree del cervello coinvolte nella contenzione sono meno attive. Combinando tutti i fattori si ottiene la ‘tempesta perfetta’ per riguadagnare peso”. Il problema dunque è ciò che il corpo percepisce come un’alterazione del suo stato di equilibrio, quello in sovrappeso o in obesità, e lo sforzo del fisico per tornarvi. Un modo per stabilizzare il proprio peso per Leibel sarebbe quello di attendere che il corpo si abitui al nuovo stato, creando un nuovo equilibrio ormonale e chimico, che richiede anni di attesa e di lotta per mantenere il peso a fatica guadagnato.

Vivere in una società in cui il peso eccessivo è condannato non solo dai rischi della salute, ma anche dai modelli di bellezza che televisione e moda impongono, non è sicuramente facile. Ancor più difficile poi resistere se anche la scienza afferma che i tentativi di tornare in salute sono una lotta persa in partenza contro il proprio organismo. “Non vogliamo che le persone che tentano di perdere peso si sentano senza speranza, ma che comprendano che stanno tentando di opporsi ad un sistema biologico che lotta contro di loro”, ha spiegato Leibel. Resistere contro la biologia sarà la parola chiave dell’estenuante lotta a colpi di diete, attività fisica ed anni di forza di volontà.

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