ROMA, 9 SET – Buone notizie per i bambini che soffrono del cosiddetto occhio pigro, quando un occhio malfunzionante si adagia sull'altro che vede meglio e s''addormenta' impigrendo anche il cervello: l'occhio puo' risvegliarsi se lo si sprona a farlo e anche il cervello si riattiva riorganizzandosi per vedere meglio il mondo.
E' la conferma che arriva da una ricerca condotta da Claudia Lunghi dell'Istituto di neuroscienze dell Cnr di Pisa. Lo studio, pubblicato su Current Biology, mostra che c'e' ampio margine di miglioramento anche per l'occhio e il cervello adulti: se si benda l'occhio piu' forte l'occhio pigro e' costretto a riattivarsi e la corteccia visiva che riceve i suoi input riprende vita e ricomincia a funzionare al meglio.
La scoperta e' importante non solo perche' mostra quanto sia elastico e agile il nostro cervello, ma anche perche' avvalora una pratica in uso da tempo in oculistica ma finora mai avallata da linee guida ne' protocolli con indicazioni scientificamente provate sul suo utilizzo: il bendaggio dell'occhio 'buono' per far lavorare quello pigro.
I bimbi con ambliopia, in cui uno dei due occhi essendo debole smette del tutto di fare il suo lavoro lasciando tutta la bellezza di vedere all'altro occhio, possono essere curati con la benda sull'occhio buono. Ed e' un'ottima notizia perche' se l'occhio pigro non viene spronato anche la parte di cervello che dovrebbe ricevere da lui le immagini cessa di funzionare. Ma i ricercatori italiani hanno mostrato che con un po' di esercizio occhio e cervello si riattivano ricominciando a funzionare. Prima si pensava che, una volta causati i danni da input visivo anomalo per un occhio mal funzionante non curato, la plasticita' della corteccia visiva fosse praticamente ridotta a zero e in modo irreversibile: ''il nostro studio mette in discussione tale convinzione'', spiegano i ricercatori, anche in eta' adulta il cervello ''spento'' perche' privato di input puo' riattivarsi.
