ROMA – Giornalisti, medici, psicologi, categorie di lavoratori iscritti ad un albo professionale che per loro fortuna beneficiano dei servizi di casse di previdenza ad hoc. Servizi non gratuiti per carità, servizi per cui ogni mese gli interessati versano fior di contributi ma, soprattutto in tempo di crisi, avere una struttura alle spalle che copre spese mediche, assicura trattamenti pensionistici e via discorrendo fa certamente dormire sonni più tranquilli. Tranne quando quella struttura investe i soldi degli associati in titoli tossici e in acquisti spericolati di immobili a valori quantomeno sospetti. Ed è proprio questo il caso dei soldi dei medici e degli investimenti allegri fatti dall’Enpam, centinaia di milioni di euro buttati come sospettano i magistrati che indagano e come soprattutto per loro possono cominciare a sospettare decine di migliaia di medici. Centinaia di milioni di euro dei medici, presi dalle loro tasche e forse, più che forse, mandati in fumo.
L’Enpam è l’ente di previdenza di medici e dentisti, la cassa più grande d’Italia per iscritti e risorse (quasi 350 mila aderenti che versano circa due miliardi di contributi l’anno, con un portafoglio di investimenti finanziari per oltre 5 miliardi di euro). A dire il vero i medici, che qualcosa di strano ci fosse, che qualcuno stesse usando i loro soldi in modo poco chiaro e non limpido lo avevano quantomeno sospettato. Le indagini della finanza di questi ultimi giorni sono infatti figlie di denunce fatte dai medici stessi. Scrive il Corriere della Sera: “Nella tranche sui derivati, avviata con la denuncia del 18 maggio 2011 degli Ordini di Bologna, Ferrara, Catania, Potenza e Latina, gli indagati avrebbero ‘omesso di segnalare ai componenti del cda le caratteristiche delle note strutturate acquistate, anzi assicurando loro il rispetto dei criteri stabiliti’ dall’Enpam”. E tra gli indagati a cui si fa riferimento c’è il presidente dell’Enpam Eolo Parodi, indagato per l’acquisto di titoli definiti tossici ma sotto “esame” anche per gli acquisti, discutibili, di diversi immobili di pregio. Per la “tranche immobiliare” non ci sono al momento né indagati né tantomeno ipotesi di reato, ma interrogativi sì, e molti.
Come accadde qualche mese fa per un immobile a Roma in via della Stamperia, la questione è quella di acquisti a prezzi lontani da quelli di mercato, e acquisti che generano plusvalenze clamorose per chi gli immobili vende. All’epoca di via della Stamperia l’acquirente non era l’Enpam, ma la sua struttura omologa per gli psicologi. La cassa dei medici però ha fatto di più, non si è limitata ad un solo immobile, ma ad almeno tre. Acquisti considerati “anomali e sospetti” dalla Procura “stante la realizzazione, in capo ai venditori, di ingenti plusvalenze apparentemente ingiustificate”: il palazzo della Rinascente in piazza Duomo, a Milano, e due edifici in via del Serafico, a Roma. Compravendite concluse dall’Enpam attraverso il fondo Ippocrate gestito da First Atlantic Real Estate, società incorporata a fine 2011 in Idea Fimit. L’immobile all’ombra della Madonnina è costato all’ente, il 24 marzo dell’anno scorso, 472 milioni: Prelios sgr, che il 28 giugno 2007 lo aveva pagato 108,5 milioni in meno, ci ha guadagnato il 29,85%. Gli affari migliori però i venditori li hanno conclusi nella Capitale. Con via del Serafico 107 Belgravia Invest ha realizzato una plusvalenza del100%: ha comprato a 29 milioni il 30 dicembre 2008 e ha venduto a 58 milioni tre mesi dopo, il 31 marzo 2009. Co.Edi.Mo. ha incassato il 62,61% in più in neanche due mesi: l’edificio di via del Serafico 121, acquistato a 36,7 milioni il 15 dicembre 2009, è stato ceduto a 59,7 milioni il 4 febbraio 2010.
Le spregiudicate acquisizioni immobiliari non sono però le uniche operazioni fatte dall’Enpam che fanno preoccupare i nostri medici. Peggio, se possibile, è stato fatto in borsa, nel mercato azionario. L’ente retto da quasi vent’anni da Parodi, democristiano prima e forzista poi, ex europarlamentare ed ex deputato, ha infatti investito una buona parte del suo ingentissimo patrimonio in titoli tossici, con il risultato che oggi, su un patrimonio di 11,12 miliardi, il 26,44% è composto da titoli ad alto rischio. Broker e advisor avrebbero ricevuto inoltre “remunerazioni al di fuori dei valori di mercato”: fino al 7%, contro una consuetudine del 3%.
Non sempre avere una cassa di previdenza è una fortuna, speriamo solo che medici e dentisti non si rifacciano sulle nostre parcelle di quanto loro sottratto.