Privacy, una password dal proprio battito cardiaco

ROMA – Una password data dal battito cardiaco: quella che sembra fantascienza potrebbe presto essere realtà, una realtà anche molto utile, visto che risolverebbe dimenticanze e possibili “furti”.

Chun-Liang Lin e la suq équipe del National Chung Hsing University di Taichung, a Taiwan, ha tradotto il battito cardiaco di un essere umano in una chiave codificata usando un elettrocardiogramma letto dal battito che si sente sul palmo della mano. La serie di battiti genera un codice unico, individuale.

Unico anche nel momento: perché non si ripete mai lo stesso battito, lo stesso ritmo, anche nella stessa persona. Quel battito viene trasmesso dalle dita che toccano la tastiera. E così la nostra password sarà sempre con noi, senza che nemmeno ce lo ricordiamo.

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Maria Elena Perrero