ROMA – Il Fatto quotidiano riporta le spese del Pd. Spese per alberghi, ristoranti e non solo che il giornale elenca grazie ai “conti” del tesoriere del partito Antonio Misiani.Sotto il capitolo per viaggi, ristoranti, alberghi, spese di rappresentanza risultano infatti spese per ben 2.165.138,00 di euro. Ancora più esoso l’affitto della sede nazionale, il Nazareno a Roma: 3 milioni, di cui 1.783.000 per regolazione di “poste pregresse”. Una sede assai curata vista la cifra per vigilanza, assicurazioni e pulizia: ben 1.862.000,00 euro.
D’altra parte il tesoriere del Pd, Antonio Misiani al Fatto l’ha detto chiaro e tondo: senza la rata di luglio i partiti chiuderebbero. Il suo, di partito, ha 43 milioni di euro di disavanzo, anche se in 4 anni (2008-2011) ha ricevuto completamente 200 milioni di euro di rimborsi elettorali. Sotto il capitolo per viaggi, ristoranti, alberghi, spese di rappresentanza risultano spese per ben 2.165.138,00 di euro. Ancora più esoso l’affitto della sede nazionale, il Nazareno a Roma: 3 milioni, di cui 1.783.000per regolazione di “poste pregresse”. Una sede assai curata vista la cifra per vigilanza, assicurazioni e pulizia: ben 1.862.000,00 euro. Poi, ci sono gli stipendi: 12 milioni per 173 dipendenti, 17 giornalisti e 12 collaboratori. Oltre a 1.460.000 in collaborazioni e consulenze.
Venti milioni di euro se ne vanno per la campagna elettorale. Due paginette di iniziative varie e imprescindibili, come le “1000 piazze” o il “dopofestival a Sanremo”. Non manca qualche altra chicca: per esempio, un accantonamento di 5 milioni di euro per le “iniziative volte ad accrescere la partecipazione delle donne alla politica”.
Ma la parola chiave è il “contributo volontario”. Il Pd del Piemonte per esempio, riporta il Fatto, inserisce nello stato patrimoniale crediti non riscossi dai candidati per le regionali 2010 per 73.600 euro. Un caso tra i tanti. Spiega Felice Casson, parlamentare veneto: “So di una politica che non paga in Veneto. Ho chiesto che sia reso noto”. Dopodiché? “Noi non possiamo rivalerci in nessun modo, visto che formalmente si tratta di contributi volontari”.