WASHINGTON – Il Senato Usa ha rinviato a data da destinarsi il voto, previsto per martedì 24 gennaio, sulla legge anti-pirateria che ha provocato una rivolta del web: “Alla luce dei recenti eventi, ho deciso di rinviare il voto sul Protect Ip Act”, ha reso noto Harry Reid, leader della maggioranza democratica in Senato “fino a quando non ci sarà un accordo più ampio su una soluzione”.
Per protesta contro il progetto di legge, Wikipedia aveva indetto uno sciopero di 24 ore mentre Google aveva aderito alla causa coprendo con una barra scura il logo presente sull’homepage Usa. In sciopero per 12 ore, tra gli altri, anche Mozilla, Worldpress, TwitPic e BoingBoing.
I testi all’esame del Congresso Usa sono in realtà due: lo Stop Online Piracy Act (Sopa), di matrice repubblicana, e il Protect Ip Act, di iniziativa democratica. Entrambi prevedono un giro di vite contro la pirateria online, inclusa la pubblicazione di foto, video film e serie tv in violazione del diritto d’autore. Le proposte sono spalleggiate dalle etichette discografiche e da Hollywood, oltre che dalla Camera di Commercio Usa. Se approvate, lo streaming di contenuti veicolati dal diritto d’autore diventerebbe un reato. I titolari di copyright potrebbero agire direttamente per impedire la diffusione dei contenuti protetti, ottenendo la chiusura dei siti incriminati. E verrebbero colpiti anche i motori di ricerca e i provider che consentano l’accesso ai siti ‘canaglia’.
Lo scorso mese i fondatori di Google, Twitter, Wikipedia, Yahoo e altri giganti della rete avevano scritto una lettera aperta per denunciare che la nuova legge avrebbe concesso al governo Usa poteri “simili a quelli utilizzati in Cina, Malaysia e Iran”. E il direttore del settore Public policy di Google, Bob Boorstin, aveva messo in guardia sui possibili effetti devastanti delle norme anti-pirateria: “YouTube verrebbe oscurato immediatamente. Non potrebbe più funzionare”, aveva avvertito il manager di Google.
