ROMA – Il 28 gennaio del 1994 morivano a Mostar, colpiti da una granata, Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D'Angelo e il 20 marzo dello stesso anno veniva ucciso in Somalia Miran Hrovatin (insieme ad Ilaria Alpi). Erano tutti giornalisti e operatori che realizzavano per la Rai dei reportage in zone di guerra. A nome loro è stata istituita, 18 anni fa, una Fondazione e, nel 2004, e' nato il Premio giornalistico internazionale 'Marco Luchetta'.
Oggi, nella sede romana della Regione Friuli Venezia Giulia, presente il governatore Renzo Tondo e il direttore di Raiuno Mauro Mazza, che ha presieduto la giuria, sono stati premiati i vincitori dell'ottava edizione del premio giornalistico: il reportage di France2 sui bambini di Meghalaya realizzato dal giornalista Pierre Monegier e dall'operatore Dominique Marotel ha vinto il premio 'Luchetta Tv' per il migliore reportage internazionale e il premio 'Alessandro Ota' per le migliori immagini.
La giornalista Giusi Fasano, del Corriere della Sera, ha vinto il premio 'Luchetta quotidiani-periodici' 2011 per un reportage che aveva come protagonisti i bambini e il recente sisma giapponese.
Al giornalista Arne Perras del Sueddeutsche Zeitung è andato il riconoscimento per il miglior articolo internazionale mentre alla freelance Monika Bulaj è andato il premio Miran Hrovatin per la migliore immagine fotografica.
Infine è andato all'astronoma Margherita Hack l'edizione 2011 del 'Premio Speciale Luchetta' 'per l'attività scientifica e divulgativa in favore dei bambini e l'impegno civile a sostegno dei valori di pace, fratellanza e solidarietà''.
