MILANO, 14 SET – Prima era rarissima ma ora è sempre più diffusa, soprattutto in Italia dove si è sviluppata molto per il divieto di crioconservare gli embrioni stabilito dalla legge 40: si tratta della crioconservazione degli ovociti, grazie alla quale in 14 anni nel mondo sono nati più di 2000 bambini, di cui oltre 300 in Italia.
A parlarne oggi sono stati gli esperti riuniti a Desenzano del Garda per il Congresso nazionale di procreazione assistita.
"La crioconservazione degli ovociti è una tecnica nata negli anni '80 e a 30 anni di distanza è sempre più praticata, anche nei paesi in cui è consentito il congelamento degli embrioni – spiega Andrea Borini, presidente di Profert (Società italiana di conservazione della fertilità)- Essendo infatti una metodica sempre più affidabile, per una donna è più semplice congelare ovociti anziché gli embrioni. I risultati migliori sono stati ottenuti dal 2001 al 2010, proprio con il miglioramento di queste tecniche".
L'Italia ormai è all'avanguardia rispetto agli altri Paesi, avendola sviluppata per via del divieto imposto dalla legge 40, anche se dopo le ultime sentenze della Consulta nel 2009 si è registrato un calo dello scongelamento degli ovociti a vantaggio degli embrioni.
Di questi 2000 bambini nati da ovociti congelati nel mondo, oltre 320 bambini, pari al 15%, sono venuti al mondo da 6 centri italiani. Il congelamento degli ovociti è inoltre utile per preservare la fertilità, aggiunge Borini, "sia nel caso in cui si voglia posticipare la maternità sia perché ci si deve sottoporre a cure chemioterapiche".
Molte donne non sanno che possono congelare gli ovociti e spesso non sanno neanche dove farlo. A tal proposito è stato presentato da Profert un primo censimento dei centri italiani che congelano gameti per preservare la fertilità in pazienti oncologici e non.
''Si tratta di un elenco parziale – precisa Borini – poiché comprende solo i centri che hanno risposto volontariamente all'indagine ma è il primo concreto aiuto che si dà a medici e pazienti per poter avere subito l'indicazione del centro più vicino cui rivolgersi''.
C'è chi congela solo in pazienti oncologici maschili, chi conserva gameti per la fertilità futura anche in pazienti non oncologici come donne a rischio di menopausa precoce, donne con endometriosi, maschi con decremento progressivo della qualità seminale o che devono effettuare terapie mediche che danneggiano la qualità seminale ecc.
''Diverse sono le spese che i pazienti devono affrontare per il deposito – aggiunge Gugliemo Ragusa di Profert – da totalmente gratuito a qualche centinaio di euro all'anno''.
