Migliaia di coppie che non riescono ad avere figli nemmeno tramite l’inseminazione in vitro, potrebbero riuscire a realizzare il loro sogno di diventare genitori grazie ad una nuova tecnica che assicurerebbe un maggiore successo delle fecondazioni in provetta. La ricerca, pubblicata da Nature Biotechnology, è stata condotta da un’equipe di studiosi dell’università di Stanford, in California e grazie ad essa è stato possibile identificare tre caratteristiche degli embrioni fertilizzati in vitro che daranno ai medici una probabilità di oltre il 90% di scegliere l’embrione giusto, in grado di dare origine a un bambino sano.
L’attuale percentuale di successo per l’inseminazione in provetta varia a seconda dell’età della coppia e della clinica, ma si aggira tra il 25% ed il 35%. La scoperta servirà ad alleviare il trauma psico-fisico che le coppie devono sopportare dopo diversi fallimenti della fecondazione in vitro e anche a segnare la fine dell’impianto di embrioni multipli in un unico utero, una strategia pericolosa perché può portare a parti gemellari e alla rischiosa ”riduzione selettiva” degli embrioni di troppo. ”L’identificazione degli embrioni adatti all’Ivf è sempre stato un problema dalla prima nascita di una bambina tramite inseminazione in vitro nel 1978”, ha detto Renee Reijo Pera, uno degli studiosi che hanno condotto la ricerca.