ROMA – Le quattromilacinquecento donne italiane con protesi al seno Pip (quelle francesi costruite con silicone non conforme all’uso umano) riceveranno gratuitamente la sostituzione delle protesi nocive. La sostituzione gratuita, a carico del ministero della Salute, riguarderà tutti i casi, sia quelli di ricostruzione del seno dopo l’asportazione della mammella per tumore sia quelle di proteso per aumentare la taglia del seno.
Le protesi francesi non sono solo deteriorabili, con il conseguente rischio di rottura, ma potrebbero anche essere causa di infiammazioni e pericolosi effetti collaterali, anche se non è confermato il legame tra queste protesi e il tumore al seno.
Quasi la metà delle protesi Pip, sottolinea il Corriere della Sera, sono state impiantate da chirurghi del Nord Italia, soprattutto in Lombardia (1230 casi in 62 strutture diverse). La competitività delle Pip era data dal prezzo basso, tra i 932 eruo al paio nell’Italia meridionale e i 1175 euro al Nord.
Il 74 per cento delle protesi Pip, ovvero 2827 paia, sono state applicate in centri ospedalieri, privati o accreditati. Il 26 per cento degli interventi sono avvenuti in ambulatori, strutture non in grado di far fronte ad eventuali imprevisti.
