Tutto sommato, la vita animale non sarebbe poi così malaccio. Sono i documentari a dipingerla come un inferno. Per esempio, nessuno di noi vorrebbe nascere gazzella, perché sa che ogni mattina, appena si sveglia, dovrà correre più veloce di un leone. Se vedete una gazzella in un qualsiasi documentario sul Serengeti, sicuramente la inquadrano mentre sta per fare la fine del topo tra le fauci di un leopardo, di un ghepardo, di un leone, oppure mentre sta attraversando un fiume e il coccodrillo non è d’accordo; mal che vada mentre sta morendo di parto perché il feto stenta ad uscire, e comunque anche se per puro culo ce la dovesse fare c’è già dietro la iena che non mangia da un mese.
Se davvero la vita naturale fosse solo questo, dubito che sarebbe rimasto un solo animale da mangiare sulla faccia della Terra. In realtà il documentario più crudele e spietato dovrebbero girarlo sugli esseri umani. Siamo noi il pericolo più grande per qualsiasi essere vivente, e siamo un pericolo anche per noi stessi.
Detto questo, di solito un animale ha buone possibilità di cavarsela, tanto più il suo branco è numeroso, come di solito lo è quello degli erbivori. A far la fame sono molto più spesso i carnivori, perché son più le volte che vanno in bianco che quelle che prendono qualcosa. E anche quando stremati riescono a catturare la sudata preda, poi arrivano gli sciacalli e gli portano via tutto. Perlopiù cervi, daini, bufali e affini passano il tempo a brucare, a ruminare, a lasciare tonde tortine profumate sul prato e, durante la stagione degli amori, a fare il bunga-bunga (senza pagare niente).
Si può dire che un gatto che prende il sole, placido e sonnolento, sia felice? Io direi di sì: in fondo la felicità è più legata all’assenza dei pensieri piuttosto che alla presenza di un unico pensiero felice. Allora perché non dovremmo essere felici anche noi? Chi ci ha prescritto una vita di preoccupazioni, dove i pensieri del domani si affollano e intasano il dolce scorrere dell’oggi? Secondo gli Stati Uniti – almeno sulla carta – nessuno. Infatti dovremmo esserlo, felici. Tanto che il 4 luglio 1776 l’hanno perfino specificato nella Dichiarazione di Indipendenza: “A tutti gli uomini è riconosciuto il diritto alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità”.
Ma lo siamo, felici? A rispondere a questa domanda ci hanno provato i consulenti della Gallup, che da 75 anni si occupa di studiare la natura umana ed i nostri comportamenti. Tra il 2005 e il 2009 sono andati in giro a far domande in 155 paesi del mondo. In parole povere, attraverso un complesso questionario hanno chiesto alla gente se fosse soddisfatta della sua vita, se si sentisse riposata, rispettata, libera dalla sofferenza e intellettualmente motivata, assegnando alle risposte un punteggio da 1 a 10. Chi raggiungeva i valori più alti della scala era considerato prospero (felice). A fasce più basse di punteggio gli individui erano considerati in lotta, mentre i punteggi più bassi ancora corrispondevano a persone in evidente stato di affanno.
Ho estrapolato per voi dalla classifica i paesi che più ci interessano a livello comparativo. I più felici in assoluto sono i danesi, seguiti a ruota da tutta la regione scandinava. Nel nord Europa evidentemente si sta bene. Noi siamo solo quindicesimi (40esimi nel mondo), ovvero fino al 2005 solo 39 itailani potevano dirsi felici, anche se peggio di noi per una volta almeno sono riuscite a fare la Francia e la Spagna.
Curioso notare che i paesi più connessi, secondo la ricerca presentata nel post precedente, non sono affatto meno felici degli italiani che, a dire di alcuni scettici, preferirebbero il sole e il mare al monitor dei computer, a testimonianza del fatto che la qualità della connessione alla rete nulla ha a che vedere con il degrado del benessere psicofisico.
Dopo aver letto la tabella, rispondete al sondaggio anche voi, e vediamo se rientriamo nelle percentuali di Gallup oppure no.
#
PAESE
FELICI
IN LOTTA
INFELICI
1
Danimarca
82
17
1
2
Finlandia
75
23
2
3
Norvegia
69
31
0
4
Svezia, Olanda
68
30
2
5
Israele
62
35
3
6
Svizzera
62
36
2
7
Stati Uniti, Austria
57
40
3
8
Belgio
56
41
3
9
Regno Unito
54
44
2
10
Irlanda
49
49
2
11
Islanda
47
49
4
12
Cipro, Lussemburgo
45
50
5
13
Germania
43
50
7
14
Malta
40
48
12
15
Repubblica Ceca, Italia
39
51
9
16
Spagna
36
58
6
17
Francia
35
60
6
18
Grecia
31
57
11
19
Polonia
28
61
10
20
Slovenia
27
57
16
21
Croazia
26
60
14
22
Montenegro
26
58
16
23
Lituania
25
57
18
24
Portogallo
22
61
17
25
Russia, Ucraina, Romania, Slovacchia
21
57
22
26
Bosnia Erzegovina
20
59
20
27
Estonia
17
62
21
28
Serbia
16
63
21
29
Macedonia
14
54
32
30
Turchia, Ungheria, Albania
13
67
20
31
Bulgaria
6
58
36
(*) Questa la mappa della felicità su scala planetaria
Ora tocca a te: rispondi al sondaggio, tenenedo presente le categorie adottate nella tabella della Gallup.
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