ROMA, 3 GIU- La Rai dovra' assicurare da domani spazi adeguati ai temi dei referendum del 12 e 13 giugno: dopo il richiamo di due giorni fa, l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni lancia una sorta di ultimatum alla tv pubblica, la cui programmazione e' risultata ancora una volta ''non idonea'', minacciando – in caso di inottemperanza – di adottare sanzioni nella nuova riunione gia' convocata per martedi'. La Rai si attiva subito, riprogrammando messaggi autogestiti e tribune. Intanto le opposizioni si mobilitano: il comitato composto da parlamentari e associazioni come Articolo 21 e Liberta' e Giustizia da oggi presidia Viale Mazzini e martedi' organizzera' un sit in davanti alla sede dell'Agcom.
L''ordine conformativo' adottato in mattinata dall'organismo di garanzia prevede, in particolare, la messa in onda dei messaggi autogestiti e delle tribune su tutte le tre reti generaliste inseriti, a rotazione, nella fascia di maggior ascolto e una rilevante presenza dei temi dei referendum nei tg e negli approfondimenti di maggior ascolto di tutte e tre le reti. L'Autorita' si dice pronta ad applicare le sanzioni economiche previste dalla legge se il monitoraggio dovesse confermare le inadempienze di Viale Mazzini, come sottolinea anche il relatore del provvedimento, il commissario Michele Lauria. L'Agcom, comunque, rivolge anche alle tv private ''l'invito ad assicurare la piu' ampia informazione sui referendum'' e sollecita i Corecom ad attivarsi per le trasmissione dei messaggi autogestiti sulle emittenti locali.
La risposta di Viale Mazzini arriva nel tardo pomeriggio, con la nuova pianificazione di messaggi (domani su Rai2 alle 19.15 e su Rai3 alle 18.40 e domenica su Rai1 alle 18.35 e su Rai3 alle 20.00) e tribune (lunedi' su Rai1 alle 14.10 e mercoledi', sempre su Rai1, alle 18.25) e la conferma di tutti gli altri spazi gia' previsti.
Le opposizioni, comunque, non allentano il pressing. ''Il nostro e' un urlo disperato – dice il senatore Pd Vincenzo Vita, componente della Vigilanza – perche' mai come in un referendum il tempo corre veloce. Ora, in attesa che l'Agcom prenda i suoi provvedimenti, protestiamo contro gli orari inadeguati dell'informazione sul referendum. C'e' ancora la possibilita' di recuperare, con trasmissioni messe pero' in orari strategici''. Vita si rivolge anche al vertice Rai: ''Sappiamo che nella prossima settimana ci sara' un cda molto probabilmente dedicato alle nomine: perche' invece non lo fanno parlando del problema dei referendum?''. Per Stefano Pedica (Idv), siamo di fronte al ''silenzio assordante'' dei media sui referendum, silenzio che ''in questo caso e' un messaggio mafioso''.
Puntuale, il deputato del Pd Roberto Zaccaria diffonde i dati del Gruppo di ascolto sul pluralismo: ''Dalla nostra rilevazione sui telegiornali nazionali di ieri nelle edizioni del giorno e prime time (Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5 e La7) emerge – accusa l'ex presidente Rai – come l'informazione sul referendum da parte dei telegiornali sia 'a macchia di leopardo''.