La ripetitivita’ delle azioni, il traffico, la necessita’ di prendere decisioni in poco tempo avendo a disposizione poche informazioni o di lavorare quasi esclusivamente da soli: sono queste le piu’ frequenti cause di stress emerse durante il workshop ‘Sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro e gestione del fattore umano’, che oggi ha aperto i lavori di ‘Progetto Sicurezza’, la mostra-convegno organizzata da l’assaciazione Aias e Inail al Palazzo delle Stelline di Milano.
In Italia – e’ stato ricordato – il 27% dei lavoratori, uno su 4, soffre di stress legato alla propria attivita’ lavorativa, causa di oltre la meta’ delle giornate di lavoro perse in un anno. E’ un valore superiore alla media registrata in Europa, dove la condizione di stress interessa circa il 22% dei lavoratori, pari ad un costo economico di circa 20 miliardi di euro all’anno per perdita di giorni di lavoro e costi sanitari.
”Valutare il rischio di stress collegato al lavoro significa analizzare la probabilita’ – e’ stato spiegato – che possano esistere rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, esattamente come per qualunque tipo di rischio associato a un’attivita’ lavorativa. Con una particolarita’: lo stress non e’ percepito in modo uguale da tutti e quindi la presenza di fattori di rischio non necessariamente e’ causa di stress per i lavoratori”.
”La ricerca scientifica ha dimostrato che la ripetitivita’ delle azioni e’ un potenziale fattore di rischio stress – ha osservato lo psicologo Michele Maisetti – ma non esiste un livello di ripetitivita’ oltre il quale si e’ sicuri che il problema insorga davvero, perche’ lo stress e’ strettamente connesso alle caratteristiche specifiche di ogni persona”.
