ROMA – ''Siamo tutti colpevoli, sospendeteci tutti''. Questo lo slogan con il quale decine di persone, tra medici e operatori sanitari del Dea del Policlinico Umberto I di Roma, hanno contestato riuniti in assemblea a Roma i provvedimenti della direzione generale dell'ospedale a seguito dell'episodio di una donna trovata legata in barella al Pronto Soccorso poco piu' di una settimana fa.
All'assemblea, che si e' svolta all'interno dello stesso Policlinico, ha partecipato anche il senatore del Pd, Ignazio Marino, il quale aveva denunciato la ''grave situazione'' proprio durante la sua visita alcuni giorni fa.
I medici, che esponevano lo slogan stampato su alcune spillette poste sui loro camici bianchi, hanno puntato il dito contro ''le solite denunce che provocano clamore mediatico'', l' ''ingiusta sospensione di due responsabili del Dea'' e gli ''interessi e la fabbrica di cattedre'' all'interno del Polclinico.
''Quella del Pronto Soccorso – hanno spiegato i medici – e' una situazione che denunciamo da dieci anni. Siamo stati i primi a chiedere l'abolizione della cosiddetta piazzetta'', un luogo dove stazionano diversi malati in barella in attesa di un posto letto per il ricovero. ''I problemi – hanno proseguito contestando l'iniziativa di Marino di fare una visita a sorpresa al Policlinico alcuni giorni fa – non si risolvono con i blitz in ospedale. Questo fatto ha portato solo alla ingiusta sospensione di alcune persone e ad un'eco mediatica negativa, ma poi niente cambia''.
Anche per Claudio Modini, ex-responsabile del Dea sospeso qualche giorno fa assieme ad un suo collega (Giuliano Bertazzoni, coordinatore dell'area medica) dalla direzione generale, ''il provvedimento di sospensione e' un offesa, non ha nessun peso giuridico e determina solo ulteriori difficolta' per il Pronto Soccorso''.
