Un farmaco anti-obesità, a base di sibutramina, noto negli Stati Uniti con il nome di Meridia e nell’Unione Europea come Ectiva e Reductil è entrato nel mirino dei ricercatori per la sua capacità di alzare il rischio di infarto o ictus nelle persone che ne fanno uso.
Lo studio è stato commissionato dall’Emea, l’Agenzia del Farmaco Europea e pubblicato sul New England Journal of Medicine. A realizzarlo è stato il gruppo di ricerca di Philip James della London School of Hygiene and Tropical Medicine.
In circa 10mila pazienti in sovrappeso o obesi osservati, tra quelli che hanno assunto la sibutramina si è registrato un 16% in più di possibilità di avere un infarto o un ictus in un periodo di 3-4 anni, rispetto ai pazienti che assumevano un placebo.
Nello studio sono stati inseriti solo pazienti con una precedente storia di malattie cardiache o diabete, o entrambi, il che esponeva i soggetti ad un rischio elevato che si verificasse un secondo evento. Il farmaco causa un aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, noti fattori di rischio per le malattie cardiache.
Al momento della sua approvazione, nel 1997, da parte della Food and Drug Administration è stata resa obbligatoria l’indicazione in etichetta di questi rischi. Ma questo potrebbe non essere sufficiente a scoraggiarne l’uso. Sebbene la ricerca non abbia indagato gli effetti del farmaco su persone senza problemi cardiaci precedenti, il bilancio rischi-benefici, rimane comunque ”non favorevole – ha scritto in un editoriale Gregory Curfman, editore esecutivo del New England Journal of Medicine – A mio parere è tempo di un intervento normativo”.
