ROMA – Andare una volta alla settimana a giocare a calcetto, o iniziare forsennati allenamenti giusto in tempo per la ‘prova costume’ non fa di una persona un atleta, ma probabilmente ne fa un infortunato, soprattutto al ginocchio, come testimoniano i 200 ricoveri al giorno per traumi proprio a questa parte del corpo che si registrano nel nostro paese.
Legamenti, menischi e ossa, avvertono gli esperti, sono sempre più a rischio, sia per la mancanza di una preparazione adeguata sia perché piccoli traumi e dolori vengono troppo spesso trascurati, portando a danni peggiori a causa di una diagnosi mancata o non corretta.
Le cifre fornite la clinica romana Mater Dei in occasione della presentazione dell’iniziativa ‘Visite gratuite al ginocchio’ parlano di 75mila ricoveri l’anno, con una prevalenza di uomini (oltre 50mila), fra i 25 e i 44 anni, vittime di infortuni derivanti da sport di contatto, calcio e calcetto in primis: “Gli uomini sono più colpiti perché più dediti agli sport di contatto – spiega Ezio Adriani, responsabile della SportClinique della clinica – anche se le donne hanno le ginocchia più fragili per motivi biologici, e sono più soggette a problemi come l’artrite. In ogni caso la diagnosi precoce è fondamentale, grazie anche ai miglioramenti nelle tecniche di risonanza, e le nuove metodologie di intervento consentono di ‘salvare’ i legamenti e soprattutto il menisco, che un po’ come i denti una volta veniva sempre asportato”.
Il consiglio principale per chi si iscrive in palestra in questi giorni per perdere i chili accumulati durante l’inverno è comunque di ‘non esagerare’, soprattutto all’inizio: “E’ fondamentale una buona preparazione dei muscoli e dei tendini, da ottenere con stretching e esercizi mirati, ma anche allenare la coordinazione, evitando così gesti che mettono a rischio il ginocchio. Quest’ultimo obiettivo può essere ottenuto anche con gesti semplici, come una passeggiata su un terreno sconnesso o addirittura camminando scalzi in casa”.
Nel caso si sia invece incorsi in un trauma, invece che aspettare che passi e magari tenersi un doloretto che può essere la spia di qualcosa che potrebbe aggravarsi, meglio seguire pochi semplici norme: “Dopo un trauma sono fondamentali il riposo e il ghiaccio, evitando le bombolette di ghiaccio spray che possono portare ad ustioni da freddo – aggiunge Adriani – inoltre la parte va compressa e tenuta rialzata, e si può ricorrere a una banale aspirina per limitare l’infiammazione. Se dopo 4-5 giorni però ci sono ancora dolori meglio rivolgersi a un ortopedico, evitando le cure fai da te o prescritte da altri soggetti non specialisti che possono peggiorare le cose”.
Anche in caso di dolori meno forti, o magari intermittenti, è meglio rivolgersi allo specialista: “Se si rompe un legamento crociato e non si interviene dopo un mese e mezzo si sta bene – conclude Adriani – ma in realtà al primo sforzo ci possono essere problemi gravi a carico anche del menisco”.
