Sanità, 20 mila medici del servizio pubblico operano in strutture private

ROMA – Circa 20mila medici, uno su quattro dei camici bianchi del servizio sanitario nazionale, praticano la libera professione fuori dalle mura delle strutture pubbliche. E' una stima elaborata dalla Cgil medici, secondo cui a optare per l'esclusività del rapporto di lavoro con il Ssn è il 95% dei professionisti, anche se poi chi esercita effettivamente anche la libera professione, in regime appunto di intramoenia, è ''solo'' il 50%.

In termini assoluti, i medici del Ssn sono circa 105mila di cui solo circa 5mila (il 5%) optano per il rapporto non esclusivo. Dei circa 100mila medici che invece optano per l'esclusiva (percependo un'indennita' mensile che varia dai 178 euro lordi per un neoassunto ai 1.300 euro lordi dei direttori di struttura complessa, gli ex primari) secondo la Cgil sono appunto circa 50mila quelli che praticano oltre all'attivita' nel servizio pubblico anche l'attivita' libero professionale, e di questi una percentuale tra il 40 e il 50%, circa 20mila appunto, quelli che praticano l'intramoenia allargata, cioe' fuori dalle strutture pubbliche.

La libera professione intramoenia 'allargata' era stata pensata come regime 'transitorio' per permettere alle Regioni di adeguare le strutture, regime che di proroga in proroga e' arrivato fino al 30 giugno 2012, termine ultimo stabilito dal Milleproroghe da poco approvato dal Parlamento.

Ma ad oggi, dopo la sua introduzione nel '99 e la sua regolamentazione con la legge 120 del 2007, l'intramoenia 'pura', cioe' la libera professione esercitata dentro le strutture pubbliche, si registra solo in Toscana (e nella provincia autonoma di Bolzano), dove tutti i medici visitano a pagamento i pazienti all'interno delle strutture pubbliche, mentre ci sono Regioni che pure le strutture le hanno adeguate, come ad esempio la Liguria o le Marche, dove sono comunque moltissimi i camici bianchi che si spostano nello studio privato (rispettivamente, secondo la Cgil, otto medici su dieci in Liguria, e sei su dieci nelle Marche, tra quelli che esercitano anche la libera professione).

Esempi 'virtuosi' di adeguamento alla legge si possono riscontrare anche in Emilia Romagna e Veneto dove solo il 5% di chi fa intramoenia 'esce' da Asl e ospedali, o in Lombardia dove uno su 5 visita nello studio privato. Mentre in Sicilia pratica la libera professione il 35% circa dei medici, e di questi uno su due lo fa negli studi privati.

Tra le Regioni con il maggior numero di camici bianchi che affianca al lavoro pubblico anche l'attivita' privata il Lazio e il Piemonte, con il 70% dei medici, dei quali esercitano fuori dalle strutture pubbliche rispettivamente l'80 e il 60%.

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Daniela Lauria