CulturaGabriele Sandri, Sansonetti dopo Silvio giustifica anche l’assassino Alessandro D’Amato 22 gennaio 2011 L’ex direttore di Liberazione riceve una lettera dal padre di Spaccarotella. E risponde da par suo
“E’ impensabile sostenere o ipotizzare anche solo per assurdo, che mio figlio, un ragazzo perbene, un servitore dello Stato con un curriculum di servizio di tutto rispetto, esca di casa con l’intenzione di sparare ad un altro uomo”: questo afferma Vito Spaccarotella – padre dell’agente della Polstrada, Luigi, condannato in appello a 9 anni e quattro mesi per l’uccisione di Gabriele Sandri, tifoso della Lazio, in un’area di servizio in provincia di Arezzo nel 2007 – in una lettera a Piero Sansonetti, direttore di Calabria Ora. Il quale decide così di dare spazio a una serie di affermazioni del padre, che sono state però smentite dal processo, sia di primo che di secondo grado.
LE PAROLE DEL PADRE – Dopo il primo pronunciamento per omicidio colposo, Spaccarotella, il primo dicembre scorso, e’ stato condannato per omicidio volontario. ‘Che mio figlio abbia sparato per uccidere, onestamente, – sostiene il genitore – e’ un fatto che non sta ne’ in cielo, ne’ in terra e questo potrebbero testimoniarlo anche le pietre. Che, al contrario, via sia stato un evento colposo e’ un dato provato da tutte le perizie’. Ecco, questa è una bugia: secondo cinque testimoni che assistevano alla scena, le cose non sono andate così:
«Vidi il poliziotto cercare la mira per cinque secondi a braccia tese, poi esplose il colpo verso l’ auto in movimento», fu la deposizione più robusta, quella di Keiko Korihoshi, guida turistica giapponese.
Più robusta perché altre vennero contestate nel corso del dibattimento per motivi risibili, come che uno dei testimoni era tifoso della stessa squadra del morto. Al giapponese non potevano mettere le bandierine della Lazio, eppure il giudice di primo grado non lo considerò credibile. Quello di secondo, gentilmente, ha riportato la logica nei tribunali.
IL SUO MESTIERE – ‘Mio figlio era li’, anche quella volta – prosegue Spaccarotella – per fare il suo mestiere; per servire lo Stato; per onorare la divisa; per rischiare la vita in cambio di un misero stipendio. E oggi anche lui e’ un uomo distrutto. La sua vita e’ distrutta. La sua famiglia e’ distrutta. Come lo e’ la famiglia di Gabriele, lo so bene, che ha sofferto anche molto piu’ di noi, e alla quale va la mia solidarieta’. Ma il loro atroce dolore – si chiede – sara’ piu’ sopportabile se potra’ creare nuovo dolore, nuove pene ad altre persone? Io non lo credo, non ho mai pensato che fosse questo il senso della giustizia’. Nella lettera il genitore del poliziotto parla anche della paura ‘di essere uccisi da quei tifosi che ci minacciano sull’onda dello slogan ‘colpire i poliziotti e i loro parenti”.
LA REPLICA – E fin qui, è assolutamente comprensibile il dolore di un genitore, anche se la logica del “perdoniamo perché ormai non si può più tornare indietro” può forse funzionare con le persone – e a questo fine sarebbe utile che padre e figlio si mettessero in contatto con i Sandri per scusarsi, come non hanno mai fatto – e non con i tribunali, dove invece giustamente si deve pagare e assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Ma il più ridicolo di tutti, come spesso capita, è Sansonetti, che nella risposta dice che Spaccarotella ‘paga per tutti’ e denuncia l’emergere di una ‘nuova tendenza culturale’ nel Paese ‘quella al linciaggio’ e aggiunge ‘che non si puo’ avere un atteggiamento ‘alterno’ che cambia a seconda di chi sia l’accusato e chi l’accusatore’. Ora, siccome è evidente in primo luogo che non c’è stato alcun linciaggio nei confronti di Spaccarotella, e in secondo luogo che lui non paga per tutti, ma per sue colpe specifiche provate nei tribunali, si vede che l’attuale direttore dell’Ora ha veramente deciso di inverare tutti i possibili luoghi comuni sull’aprire bocca e dargli fiato. Contento lui…
Ero fino ad oggi un lettore de “Gli Altri”, il settimanale diretto da Sansonetti. Da questa settimana lo sostituirò con un bel libro. Boicottiamo Sansonetti, chi appoggia gli assassini non merita un centesimo.
VincenzoFOOTBALL WITHOUT ULTRAS IS NOTHING !
