In un articolo pubblicato sul Riformista, Piero Sansonetti, già direttore di Liberazione, organo di Rifondazione comunista, tratta di alcune recenti rimozioni di direttori di giornali,Piroso alla 7,Hamaui all’Espresso, Di Bella Rai3 e conclude:
Ho detto di ritenere abbastanza normale che gli editori scelgano, e scelgano i direttori e i conduttori. Non mi pare affatto normale che scelgano i giudici. Per il provvedimento mostruoso di “rimozione giudiziaria” di Di Bella sarebbe stato sacrosanto uno sciopero della categoria. E invece? Silenzio, silenzio, silenzio, e anzi soddisfazione.Perché? Si è detto: «Perché Ruffini, cioè il predecessore di Di Bella, era stato sostituito per motivi politici. E cioè era stato sostituito perché non piaceva all’editore e non piaceva all’editore perché non piaceva alla maggioranza di governo». Vero. Ma Ruffini era diventato forse direttore della terza rete per volontà divina o per concorso?
No, era stato assunto in Rai, prima con il grado di direttore della radio e poi della tv, per decisione dei partiti politici, e più precisamente della maggioranza di governo. E allora? I partiti politici sono di fatto gli editori della Rai e mettono e levano. E i sindacati, chissà perché, alle volte protestano alle volte no. Ma i giudici che c’entrano?
A me non piace un sistema dell’informazione dove il dominio è del potere politico e del mercato è assoluto. So che è così, e non mi piace (ma non vedo attorno a me molta gente che abbia voglia di cambiarlo). Quello però che penso sia intollerabile oltre ogni limite è un sistema dell’informazione dove decidono i giudici.