Adesso qualcuno ancora in possesso di un briciolo di onestà politica e di generica buona fede alzi la manina per dire che tutto ciò non era prevedibile. Dico le scene in Parlamento e fuori, questo interminabile Inverno del Patriarca che non ha nulla di epico neppure nel peggio e casomai tutto di grottesco. Come nel finale apparentemente appiccicato (un film nel film) che conclude il “Caimano” di Nanni Moretti. È vero, sullo schermo Lui veniva processato e arrestato e qui no, pare vincente sia pure alla Pirro, ma il clima di paura e fanghiglia era lo stesso di oggi.
Devo purtroppo precisare dal mio punto di vista che non credo affatto che sarebbe cambiato nulla con il voto a sfavore del Caimano da parte dei tre/quattro/cinque voltagabbana di una gabbana già consunta dai mille rattoppi e rovesciamenti. Mi rifugio per tale punto di vista nel mio cognome “straniero”, da osservatore, per tentare di abbracciare con lo sguardo più realtà possibile, per sostenere che ovviamente penso a Berlusconi come di gran lunga la principale fonte di disagio oggi in Italia, ma non da solo, non unica causa bensì anche effetto, in un continuo scambio di ruoli e di compromissioni che in fondo il voto di ieri, preannunciato e conclamato addirittura più di una puntata di “Vieni via con me”, ha messo in vetrina con un’evidenza solare, impossibile da ignorare.
E difatti, difatti… l’hanno votato nemmeno troppo a sorpresa (“la notte porta al Consiglio dei ministri”) qualche “traditore” che ha “tradito” in extremis il “Traditore” per eccellenza, Fini. Esistono anche i traditori al quadrato. E i voti Lui li ha presi pure da quello dei mutui o da quell’altro disgraziato di Scilipoti che aveva allegato alle sue bestemmie sulla “responsabilità” con i due compari del nuovo gruppo parlamentare addirittura un “testo”, come ha detto in forma di
Ma che vergogna sarebbe stata anche se l’avesse fatto dall’altra parte, e purtroppo uno Scilipoti è uno Scilipoti comunque, fa categoria e non solo gruppo parlamentare, fa categoria politica, fa categoria personale, è sempre lui comunque voti. In questo caso siamo costretti a guardare il dito, lo Scilipoti acquistato al mercato che vota contro Di Pietro e a favore dell’Inarrestabile, e non la luna che è questa politica non politica, anti-politica, apolitica, un’occupazione abusiva di suolo pubblico che trova la sua giustificazione nel voto del “popolo” e nel voto dei suoi rappresentanti.
Ebbene, non è libero il voto nei seggi per una serie di motivi che attengono alla violazione (stra-accettata da tutti) degli articoli competenti della Costituzione, a partire dal 48 e dal 49, e si vede con ogni evidenza come non sia libero il voto in Parlamento.
Ieri, come oggi e domani, sono giorni di una nefasta legislatura che è tale perché non sente le urla della strada ma solo le promesse di voto, per il Caimano maggioritario e per i suoi avversari minoritari. Con un po’ di rossore ammetto che non era male la dichiarazione di voto di Casini, pur politico e democristiano fino al midollo, e ho detto tutto… Berlusconi riesce a migliorare e non solo a peggiorare i suoi avversari, se sono autenticamente tali. Quindi nessuna sorpresa, né per il Palazzo né per la Piazza. Si raccoglie ciò che si è oppure non si è seminato.
Ps. A un certo punto mi è parso che a Montecitorio il questore di turno chiamasse al voto il deputato “Senzadubbio”: ho controllato di corsa, purtroppo non esisteva, era invece un’interlocuzione… Peccato, davvero peccato per una giornata campale simile di questo orrendo presepe italiano.
da Il Fatto Quotidiano, 15 dicembre 2010
