Abbandonare il vizio delle sigarette da un lato alleggerisce il fisico, ma dall’altro lo mette a rischio diabete. Chi smette di fumare infatti tende a consolarsi con un’alimentazione sbagliata e si espone al pericolo del diabete di tipo due, ovvero legata al cibo.
A scoprire il legame tra non-fumo e la malattia sono stati i ricercatori dell’istituto inglese John Jopkins, nello studio pubblicato su The Annals of Internal Medicine: nei primi sei anni senza sigarette, gli ex fumatori incalliti corrono addirittura il 70% di rischio in più.
Lo studio è stato realizzato su un campione di 10.892 adulti di mezza età, seguiti per un periodo fino a 17 anni. Circa l’1,8% di chi ha smesso ha sviluppato il diabete ogni anno, durante questo periodo. Mentre se non lo si sviluppa fino a 10 anni dopo aver smesso di fumare, i rischi di diabete tornano nella norma. Chi continua a fumare, al contrario, ha un rischio di diabete maggiore del 30% rispetto ai non fumatori.
Gli esperti consigliano di tenere d’occhio la bilancia quando si decide di buttarsi alle spalle il vizio, stavolta per salvare non solo i polmoni.
