Surgelati scaduti e rimessi in vendita, 5 condanne

TORINO, 18 APR – Cinque persone sono state condannate a Torino in un processo per surgelati scaduti, anche da dieci anni, e poi rimessi rietichettati sul mercato dalla Salpi-Ristor, azienda di surgelati di Collegno (Torino). Il giudice ha anche accordato una provvisionale di 10.000 euro a Slow Food e all'Unione Consumatori, costituitisi parti civili. ''E' il primo caso in Italia – dicono Alessandro Lamacchia e Stefano Cavallito, legali di Slow Food – in cui un giudice riconosce un risarcimento per la lesione del valore del buon mangiare''.

La sentenza ha condannato i cinque amministratori della societa', che in un primo tempo si chiamava Salpi per poi mutare nome, dopo il primo sequestro di surgelati avariati, in Ristor. Tre anni e quattro mesi sono stati inflitti a Laura Formaggio; tre anni a Bruno Bianco; due anni e dieci mesi ad Anna Francone; due anni a Simonetta Vallese; un anno e sette mesi a Gianfranco Formaggio. Erano accusati, a vario titolo, di frode in commercio e commercio di sostanze pericolose per la salute. Gli episodi contestati risalgono al periodo che va dal 2008 al 2010. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, i prodotti scaduti, principalmente ittici, venivano regolarmente rietichettati come freschi e rimessi in commercio. Tra le partite di prodotti surgelati sequestrati dalla Guardia di Finanza nel 2008 c'era anche del pesce scaduto nel 1998.

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Elisa D'Alto